Economia

Caserta riparte dalla bioeconomia


Caserta riparte dalla bioeconomia. Se la città campana tra Settecento e Ottocento era nota ovunque per la qualità della sua seta, oggi può ambire a diventare uno centri di punta della nuova economia sostenibile. Qui la GF Biochemicals ha avviato lo scorso luglio la produzione su scala commerciale dell'acido levulinico, utilizzando come materia prima la biomassa. L'acido levulinico è un composto chimico di base che trova utilizzo in diversi settori industriali: dalla farmaceutica alla cosmetica, dalla cura personale agli aromi e fragranze, dalle vernici agli additivi per carburanti. Nel 2015 la società casertana ne ha prodotto 2mila tonnellate e ha come obiettivo 10mila tonnellate nel 2017 e fino 50mila tonnellate entro il 2019. Una vera e propria rivoluzione, se si pensa che l'impresa casertana è certa di poter offrire in pochi anni al mercato l'acido levulinico bio-based a un prezzo di un dollaro al chilo, contri gli attuali 4-5 dollari al chilo dell'omologo prodotto dal petrolio, offrendo le stesse prestazioni.

Protagonisti di questa bio-rivoluzione, che rappresenta una chiave di sviluppo economico fondamentale per l'Italia e il Mezzogiorno in particolare, sono Pasquale Granata, giovane imprenditore locale, e Mathieu Flamini, il celebre giocatore dell'Arsenal, ex Milan, che ha svelato qualche giorno fa il suo coinvolgimento nell'impresa in un'intervista rilasciata in Inghilterra al Sun on Sunday.
In questa intervista esclusiva rilasciata ad Affaritaliani.it è Pasquale Granata a parlarci di GFBiochemicals e di bioeconomia, come chiave di rigenerazione territoriale per creare sviluppo economico, nuovi posti di lavoro in una logica di eco-sostenibilità.

Intervista di Mario Bonaccorso
www.ilbioeconomista.com

GFBiochemicals ha ottenuto una grande eco mediatica internazionale dopo l'intervista rilasciata dall'ex calciatore del Milan, Mathieu Flamini, al Sun on Sunday in cui ha reso noto di essere uno dei fondatori. Qual è la molla che ha spinto entrambi a costituire un'impresa attiva nella bioeconomia? Ci racconta di cosa vi occupate esattamente?
La bioeconomia è un settore con un enorme potenziale. L'acido levulinico, essendo un prodotto derivato dalla biomassa, può aiutare a creare un'ampia gamma di prodotti a più alta sostenibilità.  Proprio per questo motivo con Mathieu Flamini abbiamo deciso nel 2008 di iniziare questo incredibile progetto e investire per fare della GFBiochemicals l'azienda che è diventata oggi. GFBiochemicals oggi produce acido levulinico in scala commerciale a Caserta; nel 2013 altri investitori privati si sono aggiunti al nostro progetto. Tutti siamo impegnati a lungo tempo perché insieme condividiamo la visione e la potenzialità di questo progetto.

Producete acido levulinico da biomassa anziché dal petrolio. Può spiegarci perché l'acido levulinico è così importante, quali sono le dimensioni di questo mercato e quale quota puntate ad avere da qui ai prossimi cinque anni?
L'acido levulinico è una molecola derivata dalla biomassa e viene prodotta da materiali vegetali rinnovabili, come il mais industriale o il legno e i suoi sottoprodotti nel 2016. Noi abbiamo stimato un mercato con un potenziale di 30 miliardi di dollari. Possediamo una tecnologia che ci permette di produrre acido levulinico a un prezzo molto più basso dei nostri concorrenti. In questo campo siamo all'avanguardia.

L'opinione pubblica può essere scettica: è davvero possibile conciliare profittabilità e sostenibilità ambientale?
Profitto e sostenibilità sono molto legati. Infatti, la sostenibilità ambientale deve essere anche conveniente per avere successo. GFBiochemicals rende questi prodotti più competitivi e lo fa utilizzando biomassa rinnovabile, convertendola in un solo stadio.

La bioeconomia è un fattore importante di rigenerazione territoriale e di sviluppo economico. Il vostro stabilimento è a Caserta, in una Regione - la Campania - dove il tasso di disoccupazione è di circa il 22% secondo l'Istat. Può davvero la bioeconomia essere una chiave di sviluppo industriale eco-sostenibile anche per il nostro Mezzogiorno? Quali sono - dal suo punto di vista - le condizioni di sistema necessarie affinché ciò possa avvenire?
GFBiochemicals è un business fantastico che oggi può sostenersi sulle proprie gambe, senza la necessità di supporti governativi. Questa è vera sostenibilità. In generale, la bioeconomia è un ottimo strumento per lo sviluppo della Campania e delle regioni d'Italia. La bioeconomia è un bene per gli agricoltori, genera posti di lavoro e aiuta l'economia locale. Siamo in grado di rivitalizzare le regioni agricole, allargando i mercati nei quali gli agricoltori possono vendere i loro prodotti.

L'Italia è ormai l'unico dei grandi paesi europei senza una strategia nazionale - e le relative strategie regionali - per la bioeconomia, pur vantando alcuni dei più importanti attori industriali nel settore e un sistema di ricerca pubblica e privata di altissimo livello. Alcuni di questi presenti proprio in Regione Campania. Quanto è importante secondo lei operare all'interno di una strategia di sviluppo industriale ed economico?
Posso solo dire quanto importante sia la bioeconomia per favorire il reinserimento nel mondo del lavoro e fornire un reddito aggiuntivo agli agricoltori in modo che possano rimanere sulla propria terra.

Diverse indagini promosse dalla Commissione europea hanno fatto emergere come per l'opinione pubblica la bioeconomia è un concetto di difficile comprensione, percepita come una nuova nicchia inventata dalle imprese per ampliare i propri margini di guadagno. Come si esce dalla nicchia per diventare la normalità?
La bioeconomia è un nuovo settore entusiasmante. Sì, è giovane. Ecco perché c'è così tanto potenziale di crescita. I consumatori chiedono prodotti più eco-compatibili. Se la bioeconomia viene ben sviluppata, allora permette di introdurre prodotti eco-compatibili che offrono una performance migliore rispetto a quelli derivati dal petrolio. A me non sembra nicchia.

Si è appena conclusa a Parigi la COP21. Qual è il contributo di GFBiochemicals alla lotta ai cambiamenti climatici?
I prodotti chimici sviluppati dalla piattaforma di GFBiochemicals possono aiutare a decarbonizzare combustibili e altri prodotti, come plastica e rivestimenti. La nostra tecnologia per acido levulinico direttamente da biomassa offre una soluzione per l'effetto serra (GHG), che sta accelerando i cambiamenti climatici. La GFBiochemicals e l'acido levulinico possono aiutare i diversi settori industriali a facilitare la transizione verso l'economia a basse emissioni di carbonio che tutti desideriamo.