Economia
Lavoro, più burocrazia per le imprese: svolta su orari, ferie e permessi

La direttiva trasparenza impone infatti al datore di lavoro di informare quanto più dettagliatamente possibile i lavoratori su tutti gli aspetti del rapporto
Contratti di lavoro, più burocrazia per le imprese: la svolta parte dal primo di agosto. Che cosa sapere
Dal prossimo primo agosto le aziende saranno gravate da un ulteriore onere burocratico con riferimento alle informazioni inerenti i rapporti di lavoro. La «direttiva trasparenza» UE 2019/1152 impone al datore di lavoro di informare quanto più dettagliatamente possibile i lavoratori su tutti gli aspetti del rapporto.
La finalità è di garantire la conoscenza più analitica possibile delle condizioni di lavoro, andando ad appesantire, tuttavia, gli obblighi informativi già previsti dalla nostra legislazione al D.Lgs. 152/1997, di recepimento di un'altra direttiva europea, la 91/533/CEE.
Oggetto degli obblighi saranno tutti i rapporti di lavoro, anche i rapporti instaurati tramite agenzie di somministrazione, i rapporti intermittenti, le collaborazioni coordinate e continuative, le prestazioni occasionali ed i rapporti di lavoro domestici. Per tutti questi soggetti, la Direttiva impone ai datori di lavoro di comunicare per iscritto gli «elementi essenziali del rapporto di lavoro».
Ad oggi, la normativa in vigore prevede la possibilità di assolvere a tale obbligo entro un mese dall’instaurazione del rapporto, di contro la direttiva UE riduce i termini di comunicazione di alcune informazioni al massimo entro una settimana dall’avvio del rapporto.
Infatti, oltre a dover essere comunicate le informazioni tipiche, già previste dalla normativa in vigore, (tipologia contrattuale, l’identità delle parti, il luogo di lavoro, la data di inizio del rapporto e la durata se a tempo determinato, l'inquadramento, il livello e la qualifica attribuiti, la durata della prova ove previsto e la sede di lavoro), entro una settimana dall’avvio del rapporto andrà obbligatoriamente indicato ogni elemento costitutivo della retribuzione, compresi gli straordinari, la periodicità e le modalità di pagamento, nonché la durata e l’articolazione dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale.
Se non sarà possibile comunicare l’orario di lavoro, il datore di lavoro dovrà informare il lavoratore riguardo alle ore e ai giorni di riferimento nei quali l’azienda potrà esigere la prestazione, indicando anche il periodo minimo di preavviso garantito prima dell’inizio del lavoro o del turno ed il numero garantito di ore retribuite.
Per altre informazioni, mentre la normativa attualmente in vigore (art. 1 comma 4 del D.Lgs. 152/1997) prevede che possano essere comunicate con un semplice rinvio alla contrattazione collettiva applicata al rapporto, dal primo agosto le stesse andranno indicate al contratto di lavoro.
Infatti, entro il mese successivo all’inizio della prestazione, andranno comunicati al lavoratore la durata delle ferie e degli eventuali congedi retribuiti, il diritto, se previsto, a ricevere la formazione, la durata del preavviso e la relativa modalità di calcolo, l’identificazione degli enti e degli istituti cui andranno versati i contributi previdenziali e assicurativi, il contratto collettivo nazionale, eventualmente anche quello territoriale ed aziendale, applicato al rapporto di lavoro, avendo cura di indicare le parti che lo hanno sottoscritto.
Il consiglio è di predisporre un documento uniforme, costituente il contratto di lavoro, indicando tutte le informazioni obbligatorie, riportando le previsioni della contrattazione collettiva applicata ed avendo cura di raccogliere una copia dello stesso debitamente sottoscritto dal lavoratore.
Infatti, in caso di omissione, ritardo o incompleta comunicazione, saranno previste sanzioni ammnistrative che variano da € 250 ad € 1.500 per ogni lavoratore, che sarà accertata ed elevata a cura dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Il Governo è al lavoro su un testo di legge già varato sotto forma di schema dal Consiglio dei Ministri del 30 marzo scorso ed attualmente all’esame del Parlamento, che andrà a modificare ed integrare il Decreto legislativo 152/1997 attualmente in vigore e che dovrà essere approvato e pubblicato entro il prossimo primo agosto.
Articolo a cura di Avv. Marco de Feo, Avvocato Giuslavorista