Economia
Mfe corre nel 2024: i ricavi sfiorano i 3 miliardi in crescita del 5%, l'utile balza a 251 milioni
Mfe chiude il 2024 in crescita "in controtendenza rispetto agli altri broadcaster europei, in un contesto generale ancora estremamente instabile"
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Mfe, nel 2024 utile +15% a 251 milioni
Mfe chiude il 2024 in crescita, "in controtendenza rispetto agli altri broadcaster europei, in un contesto generale ancora estremamente instabile" e senza aver potuto contare sui grandi eventi sportivi internazionali, come gli Europei di Calcio e le Olimpiadi di Parigi di cui non aveva i diritti sia in Italia che in Spagna. I risultati consolidati preliminari mostrano ricavi in crescita del 5% a 2.949 milioni di euro, un risultato operativo "adjusted", escludendo le poste non ricorrenti, pari a 370 milioni (reported + 18%) e un utile netto consolidato, escludendo nei due periodi il contributo economico generato dalla partecipazione detenuta in P7S1, pari a 251 milioni in crescita del 15 per cento.
La generazione di cassa, si legge in una nota, è stata estremamente elevata pari a 343 milioni di euro (+23%) che ha permesso una significativa riduzione dell'indebitamento finanziario netto consolidato sceso da 903 milioni a 692 milioni di euro il 31 dicembre 2024, nonostante la distribuzione di dividendi a tutti gli azionisti Mfe per 140 milioni di euro.
"La continua solidità nella generazione di cassa operativa (Free Cash Flow) ha contribuito a raggiungere un traguardo significativo: il livello di indebitamento finanziario netto consolidato più basso degli ultimi 10 anni". Lo sottolinea Mfe pubblicando i risultati preliminari delle attività in Italia e Spagna, ancora privi del contributo della partecipazione in ProsiebenSat1 Media i cui risultati saranno comunicati la prossima settimana. Il bilancio consolidato, su cui sono in corso le attività di verifica da parte della società di revisione, sarà approvato dal Consiglio di amministrazione nella riunione prevista il prossimo 16 aprile.
Il 2025 di Mfe è iniziato con un andamento positivo, con una raccolta pubblicitaria che nel mese di gennaio ha segnato sia in Italia che in Francia circa un +1% rispetto al gennaio 2024. "Sebbene la visibilità sull'andamento del mercato pubblicitario per il 2025 rimanga limitata, ci sono buone aspettative per il 2025 grazie al contesto favorevole di un anno dispari, privo di grandi eventi sportivi" si legge in una nota del gruppo. "Il mercato rimane complicato, ma noi continuiamo ad assumere giovani. La nostra strategia punta a rafforzare ulteriormente il nostro essere editori in Italia e Spagna, investendo ancora di più in prodotti locali. E in futuro anche in altri paesi europei. Ben sapendo che il domani dei broadcaster passa da una crescita dimensionale indispensabile per poter resistere ai giganti globali."
"In Italia abbiamo battuto il mercato. La nostra quota raggiunge per la prima volta il 40,9% in un settore iperconcorrenziale, superando i propri obiettivi con slancio". Lo sottolinea il ceo di Mfe Pier Silvio Berlusconi commentando i risultati preliminari 2024. In Italia ha registrato una performance complessiva migliore del mercato (+6,8%) grazie alla contribuzione positiva di tutti i mezzi nel portafoglio crossmediale: Tv, Tv connesse, digitale, radio e digital out of home. Questo risultato permette di consolidare ulteriormente la quota di mercato che raggiunge il valore record di 40,9% rispetto al 38,3 % del 2019 (prima del periodo pandemico). "Andiamo avanti con determinazione e una visione strategica chiara, continuando a innovare responsabilmente. Il nostro sistema crossmediale è unico, tra i più avanzati per gli inserzionisti pubblicitari" aggiunge Berlusconi.
"Siamo pronti alla sfida europea, ma è arrivato il momento di regole più giuste per tutti. Le big tech e i colossi dello streaming godono di vantaggi che, alla lunga, penalizzeranno non solo il settore dei media, ma tutte le aziende nazionali ed europee. Potere finanziario e poche regole, peraltro non rispettate, nel medio e lungo termine rischiano di indebolire l'intera economia, colpendo i livelli occupazionali e i salari dei lavoratori italiani ed europei". Il ceo di Mfe Pier Silvio Berlusconi chiede all'Europa di "agire per difendere il proprio mercato e garantire una concorrenza equa". "I dati preliminari parlano chiaro: i risultati del 2024 sono ottimi, in controtendenza rispetto a tutti gli altri broadcaster. Mfe cresce, investe e rafforza la sua leadership in Europa, nonostante una concorrenza che opera senza gli obblighi degli editori tradizionali" aggiunge commentando i conti.