Economia
Patrimoniale, Bersani insiste: la proposta divide la maggioranza

A essere soggetti al contributo di solidarietà sarebbero i contribuenti con ricchezza superiore a 1,5 mln di euro, escludendo la prima casa entro il 2021
Pierluigi Bersani lo chiama "meccanismo di solidarieta'" perche' "chi e' meno colpito dagli effetti della crisi e ha di piu', deve dare di piu'". E' un grande classico della politica italiana che a ogni finanziariatorna d'attualita': la patrimoniale. Un modo semplice, rapido edefficace per fare cassa e redistribuire un po' di reddito. In Spagna Pedro Sanchez, capo di un governo ha appena approvato una imposta dell'1% per i patrimoni superiori ai 10 milioni di euro. In Italia è Nicola Fratoianni a prendere la palla al balzo per rilanciare una proposta cara a Sinistra italiana. "Quella di Sanchez non e' un'idea folle - dice il leader di SI- ma una misura di civilta' a favore di chi sta pagando piu'duramente il prezzo della crisi".
"La crisi economica ha prodotto nuove diseguaglianze e ampliato l’area della povertà nel nostro Paese. In questa fase, 'chi ha di più è giusto che dia di più' ed è per questo che insieme ad altri colleghi del gruppo di Liberi e uguali ho presentato un emendamento alla legge di bilancio per istituire, per il solo anno 2021, un 'contributo di solidarietà a carico delle grandi ricchezze', che è misura differente e alternativa alla cosiddetta patrimoniale". Lo scrive, in una nota, il capogruppo di Liberi e uguali alla Camera, Federico Fornaro. "A essere soggetti al contributo di solidarietà sarebbero i contribuenti con una ricchezza netta superiore a 1,5 milioni di euro, escludendo dal calcolo l’abitazione principale così come definita dalla normativa Imu. L’aliquota prevista è dell’1% da versare entro il 30 novembre 2021. Il gettito prodotto dal contributo di solidarietà verrebbe finalizzato all’attuazione di politiche sociali atte a contrastare gli effetti prodotti dalla crisi determinata dalla pandemia Covid 19". I firmatari dell’emendamento sono Fornaro, Bersani, De Lorenzo, Epifani, Pastorino, Stumpo, Muroni e Palazzotto.
Fratoianni ha presentato l'emendamento alla alla legge di Bilancio all'esame della Camera: "In Italia ci sono poco piu' di 2.200 italiani con un patrimonio personale di 50 milioni di euro. Con una tassazione del 2% si potrebbero ricavare almeno 10 miliardi di euro. A me pare una semplice questione di giustizia", sottolinea l'esponente di Leu. Giovanni Paglia, responsabile economico del partito, ha in mente un'aliquota dello 0,5% da applicare suipatrimoni a partire da 10 milioni che cresce fino al 2% per chi detieneoltre 50 milioni di euro. Con questo schema la stima di gettito arrivaad almeno 18 miliardi di euro. "In realta' di patrimoniali ne esistono gia' diverse e sono tutte piccole, come l'imposta di bollo sui conticorrenti o l'Imu sulla seconda casa", spiega Paglia alla Dire. Paradossalmente, osserva, "sono imposte sui piccoli patrimoni mentre inItalia dove non c'e' un'anagrafe delle ricchezze, i grandi patrimoni nonsono censiti.
Noi proponiamo di togliere le patrimoniale 'piccole' e dimetterne una su tutta la ricchezza posseduta da una persona, ovunquedetenuta, sia in Italia che all'estero, con una franchigia di 10 milionidi euro". La parola 'patrimoniale' in Italia e' un tabu. "Ma quello diun contributo di solidarieta' dai ricchi e' un tema che tornera' ancora.In Italia - spiega Paglia- la ricchezza ha radici antiche. I ricchi sonosempre gli stessi. Porre il tema di tassarli un po' di piu' e' un fattodi equita' ma anche di modernita' come testimonia il dibattito che si e'aperto anche negli Usa. Per dire, Bezos aveva zero redditi, perche' nonaveva stipendio. Non bisogna tassare i redditi ma le ricchezze".