Economia
Più disoccupati a dicembre. Ripresa nel mercato del lavoro a rischio

"Non si tratta ancora di un'inversione di tendenza che non si ha con un dato singolo, bensì con più dati. E' solo un rumore statistico. E' certo che però se dovesse rallentare la congiuntura non ci si può aspettare che, con un rallentamento in atto nel caso questo dovesse concretizzarsi, si crei nuova occupazione". Commenta così con Affaritaliani.it l'economista Mario Seminerio, blogger del gettonatissimo sito internet Phastidio.net e autore di una delle trasmissioni più seguite di Radio 24 (I conti della belva) in onda il sabato mattina e condotta da Oscar Giannino, il numero di dicembre sul mercato del lavoro appena diffuso dall'Istat. Dato secondo cui torna a salire la disoccupazione a dicembre, mentre cala il numero degli occupati.
Secondo quanto ha fatto sapere l'istituto centrale guidato da Giovanni Alleva, il tasso di disoccupazione sale così nell'ultimo mese di 0,1 punti percentuali, tornando all'11,4%, percentuale che corrisponde a 18 mila disoccupati in più (secondo l'Istat la stima dei disoccupati a dicembre aumenta dello 0,6%). Faticano maggiormente a trovare lavoro gli uomini, nella fascia tra 25 e 49 anni. Per intendersi, la Germania locomotiva d'Europa oggi ha aggiornato il record (positivo) di disoccupazione, con un tasso in calo al 6,2% a gennaio: mai così basso dai tempi della riunificazione. I tedeschi senza lavoro sono 2,73 milioni, gli italiani quasi 2,9 milioni.
Quanto agli occupati dell'ultimo mese dell'anno scorso sono calati di 21 mila unità rispetto a novembre (-0,1%), soprattutto a causa del calo dei lavoratori autonomi, mentre i dipendenti a tempo indeterminato sono balzati di 31 mila unità: possibile che le aziende abbiano voluto accelerare le assunzioni per centrare in pieno gli sgravi contributivi che si sono sensibilmente ridotti nel 2016. La variazione annua resta in positivo: ci sono 109 mila occupati in più (+0,5%) rispetto al dicembre del 2014. Si può dire che gli 1,9 miliardi di sgravi contributivi messi a disposizione dal governo Renzi con la legge di Stabilità dello scorso anno sono fruttati poco più di 100 mila nuovi occupati in più. Decisamente un magro bottino. Assumendoli, lo Stato avrebbe pagato di meno.