Economia
Ue boccia il reverse charge: rischio aumento accise

Dopo la Consulta, la Commissione europea: l’Ue ha bocciato l’estensione del reverse charge alla grande distribuzione perché “non c’è evidenza che abbia efficacia contro le frodi”. Un bel problema contabile per il governo, cha ha già iscritto a bilancio la misura per 730 milioni. Se non dovessero arrivare, la clausola di salvaguardia prevede un aumento delle accise sui carburanti. In pratica, se la Commissione confermerà la decisione, crescerà il prezzo della benzina dopo il 30 giugno. Un salasso estivo per gli automobilisti.
Le risorse dovrebbero arrivare dai carburanti anche perché il famoso tesoretto è già stato destinato ai rimborsi delle pensioni voluto dalla Corte Costituzionale.
Il governo aveva optato per l’estensione del reverse charge per ridurre l'evasione dell'Iva. Il meccanismo prevede una "inversione contabile" che trasferisce l’obbligo di versare l’Iva da chi acquista un bene a chi offre un servizio. Nell’edilizia, ad esempio, funziona così: chi esegue i lavori in subappalto non addebita l’Iva all’appaltatore. Sarà quest’ultimo a integrare la fattura con l’imposta. È quello che avviene a una partita Iva che acquista su Amazon. Il cliente pagherà l’importo senza Iva ma sborserà successivamente l’imposta direttamente allo Stato.
Confindustria aveva già ipotizzato un possibile stop da parte della Commissione. Adesso è realtà. E la coperta sempre più corta.