Spettacoli

Mario Salieri fa il suo esordio nella commedia dell'arte ispirandosi a Eduardo

Eduardo Cagnazzi

Con "I morti non fanno paura" l'opera ispirata a "Requie a l'anema soja" è nella selezione Greatest Independent del Festival nazionale del cinema di Benevento.

Non è la prima volta che un film diretto da un regista del genere adult venga selezionato in concorso ufficiale ad un festival del cinema tradizionale. Dopo Heidy Cassini, il primo regista dell'hard ad essere ammesso ad un festival del cinema tradizionale con due corti, "Il buco del ragno" e "L'ombra dell'inganno" rispettivamente nel 2002 e 2003, adesso ci prova Marco Salieri con “I morti non fanno paura” (Italia, 52’), una commedia nella selezione “Greatest Indipendent” del Festival Nazionale del Cinema e della Televisione di Benevento, e verrà proiettata martedì 9 luglio al multisala Gaveli. L’opera è liberamente ispirata all’omonimo testo teatrale del 1926 di Eduardo De Filippo “Requie a l’anema soja” di cui conserva tutte le caratteristiche della farsa macabra evidenziando alcuni aspetti grotteschi.

Sinossi.                                                                                                                                                                           Napoli nel 1969. Enrico Gargiulo, un commesso viaggiatore affittuario di una piccola stanza nell’umile casa dei coniugi Coppola, rientrato in anticipo da un viaggio di lavoro a Milano, entra a conoscenza che il signor Coppola è deceduto il giorno precedente al suo arrivo per causa di un infarto fulminante e che da poche ore si è svolto il suo funerale. Nonostante la sorpresa e il dolore per quanto accaduto, l’uomo, sofferente dei sintomi di una fastidiosa influenza, desidera andare a riposare ma apprende dai vicini di casa che la sua stanza era stata adibita in camera ardente per esporre il defunto alla visita di amici e parenti e che prima di essere utilizzata richiedeva le dovute pulizie. Impressionato, confida a un medico che va a visitarlo le sue paure ma l’uomo di scienza lo rassicura spiegandogli che i morti non devono terrorizzare e che semmai è dei vivi di cui bisogna avere paura. Diffidente e superstizioso Enrico Gargiulo resta da solo in casa e attraverso una serie d’inattese rivelazioni presto capirà che il dottore aveva perfettamente ragione.

Il regista.                                                                                                                                                                                    Dal lontano 1984, anno d’esordio come regista, Mario Salieri lavora nell’industria audiovisiva d’intrattenimento per adulti e nel corso degli anni diviene un’icona mondiale del genere erotico/pornografico. Il suo inconfondibile stile coniuga narrativa ed erotismo e le sue produzioni sono realizzate con rigore, creatività e attenta cura dei dettagli. Nella seconda metà degli anni novanta, con il raggiungimento della maturità artistica, molti film di Salieri divengono autentici cult del genere e molto spesso sono associati a polemiche e scandali.  Le sue indubbie capacità tecniche e artistiche si misurano anche con altri generi e recentemente il regista partenopeo si è misurato con un nuovo stile di raccontare il teatro attraverso il linguaggio televisivo. Per la prima volta nella storia dello spettacolo un regista dell’industria audiovisiva d’intrattenimento per adulti si cimenta nella direzione di un’opera teatrale con il chiaro intento di dimostrare che l’autorialità esiste anche in un genere denigrato e poco stimato dai puristi della settima arte.