Esteri

La Cina accerchia Taiwan con 21 navi da guerra e 27 aerei. Nuove simulazioni: tensione alle stelle

La Cina ha avvertito Taiwan che la "punizione" continuerà finché i suoi leader non smetteranno di promuovere l'indipendenza dell'isola

di Redazione

La Cina accerchia Taiwan con 21 navi da guerra e 27 aerei. Nuove simulazioni di guerra: tensione alle stelle 

Almeno 27 aerei, 21 navi da guerra e 10 navi della Guardia Costiera cinese si trovano oggi intorno a Taiwan, ha reso noto il ministero della Difesa di Taipei. Da parte sua, il governo cinese ha affermato che la "punizione" di Taiwan continuerà fino alla fine del suo tentativo di indipendenza. Ieri Pechino aveva avvertito oggi che gli sforzi per garantire l'indipendenza di Taiwan porteranno alla "guerra". 

La posizione di Pechino 

La Cina ha avvertito Taiwan che la "punizione" continuera' finche' i suoi leader non smetteranno di promuovere l'indipendenza dell'isola. "Finche' continueranno le provocazioni legate all'indipendenza di Taiwan, le punizioni anti-indipendenza non cesseranno", ha affermato il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, in una conferenza stampa. Guo ha criticato il fatto che "una minoranza di Paesi si sia intromessa negli affari interni della Cina e abbia mosso accuse", per le manovre militari cinesi attorno a Taiwan. "La questione di Taiwan e' un affare puramente interno della Cina che non tollera interferenze straniere" ha detto il portavoce, affermando che "cio' che mina la pace e la stabilita' nello Stretto di Taiwan sono le attivita' 'separatiste' a favore dell'indipendenza di Taiwan e la collusione e il sostegno di forze esterne".

"Se vogliamo davvero la pace e la stabilita' nello Stretto di Taiwan, dobbiamo seguire la tendenza generale della comunita' internazionale", ha aggiunto il portavoce, sollecitando "il rispetto della sovranita' e dell'integrita' territoriale della Cina". Guo ha affermato che "sostenere l'indipendenza di Taiwan divide il Paese, interferisce negli affari interni della Cina e mina la stabilita' nello Stretto di Taiwan", e ha spiegato che le manovre delle forze cinesi costituiscono "un'azione disciplinare risoluta contro le provocazioni" dell'amministrazione guidata dal presidente taiwanese William Lai per i suoi "tentativi sfrenati di indipendenza".

Finche' continueranno le provocazioni a favore dell'indipendenza di Taiwan, la punizione contro gli 'attivisti indipendentisti' non cessera'", ha avvertito il portavoce, affermando che Pechino "non permettera' mai a nessuno o ad alcuna forza di separare Taiwan dalla Cina con alcun mezzo". Ieri la Casa Bianca ha condannato le manovre cinesi e ha affermato che Donald Trump insiste sull'importanza di "mantenere la pace" nello stretto. Oggi l'esercito cinese ha annunciato di aver condotto nuove esercitazioni militari nella regione centrale e meridionale dello Stretto di Taiwan per "testare le capacita' delle truppe".

Le manovre, denominate "Strait Thunder-2025A", si sono concentrate su attivita' di "identificazione e verifica", "avvertimento ed espulsione" e "intercettazione e detenzione" in aree quali "controllo aereo, blocco e attacchi di precisione contro obiettivi chiave". Secondo esperti citati dalla stampa ufficiale cinese le esercitazioni dimostrano che l'esercito ha "ampie opzioni di deterrenza" e che Pechino ha scelto di "rafforzare l'assedio delle forze secessioniste" con "misure piu' severe e azioni decisive". Le esercitazioni avvengono poche settimane dopo che il presidente taiwanese William Lai, definito dalle autorita' cinesi un "attivista per l'indipendenza" e un "agitatore", aveva definito la Cina una "forza esterna ostile" e aveva annunciato iniziative per frenare le operazioni di "infiltrazione" di Pechino nell'isola. 

LEGGI LE NOTIZIE ESTERI