Esteri
Dazi, l'Europa prepara il contrattacco: "Prime misure il 15 aprile". Macron: "Stop agli investimenti in Usa fino a chiarimenti"
I primi controdazi potranno entrare in vigore il 15 aprile, seguiti poi da una seconda tranche di misure il 15 maggio

Ursula Von Der Leyen
Macron: "Stop agli investimenti in Usa fino a chiarimenti"
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha invitato gli imprenditori francesi dei settori colpiti dai dazi a "sospendere gli investimenti negli Stati Uniti" in attesa di "ogni ulteriore chiarimento". Ricevendo gli imprenditori all'Eliseo, Macron ha aggiunto che "nulla è escluso" nella risposta della Francia e dell'Unione europea ai dazi americani. "Ciò che è importante - ha detto Macron - è che gli investimenti futuri o annunciati in queste ultime settimane, siano per il momento sospesi fin tanto che le cose non saranno chiarite con gli Stati Uniti d'America". Poiché - ha aggiunto - "quale sarebbe il messaggio se avessimo grandi protagonisti europei che si mettono ad investire miliardi di euro nell'economia americana nel momento in cui loro stanno 'picchiando' su di noi?".
Dazi, l'Europa prepara la contromossa
"Ci sono contromisure in arrivo in risposta ai dazi su alluminio e acciaio annunciati il 12 marzo" dall'amministrazione Trump: 'la decisione avverrà in comitologia, (una procedura speciale in sede Ue, ndr), e i Paesi saranno chiamati a votare il 9 aprile". Lo fanno sapere fonti Ue, precisando che a seguito del voto - a maggioranza qualificata - i primi controdazi potranno entrare in vigore il 15 aprile, seguiti poi da una seconda tranche di misure il 15 maggio. 'Eravamo pronti il 12 marzo, siamo pronti ora. Ci sono ancora consultazioni in corso, poi procederemo', hanno ribadito le stesse fonti, precisando che 'la ritorsione rifletterà' gli input ricevuti dai governi nazionali.
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La diretta
Trump, 'gli Usa saranno più forti e più grandi che mai'
"L'intervento è finito! Il paziente è sopravvissuto e sta guarendo, la prognosi è che il paziente sarà molto più forte, più grande, migliore e più resiliente che mai prima. Rendiamo l'America di nuovo grande!!!". Lo ha scritto Donald Trump su Truth all'indomani dell'annuncio di una nuova ondata di dazi che sta provocando un terremoto sui mercati.
Bce, i dazi sono un grosso motivo di preoccupazione
"Le prospettive per l'export e l'impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione". Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei governatori sul segnale da dare sui tassi d'interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano "importante" che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, "tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo".
Tajani e Sefcovic, sui dazi Usa fermi ma serve dialogo
ABruxelles il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani ha incontrato il Commissario Europeo con delega al commercio, Maroš Šefčovič, per discutere delle recenti decisioni dell'amministrazione statunitense in materia commerciale. Nel corso dell'incontro, "i due hanno convenuto sulla necessità di mantenere un approccio fermo ma basato sul dialogo, volto ad evitare un'ulteriore escalation sul fronte commerciale". Lo si legge in una nota.
Fonti, su Pil Ue sarà chiaramente negativo impatto di dazi
Il calcolo del possibile impatto sul Pil Ue dei nuovi dazi "reciproci" annunciati dagli Usa prevede "un'analisi sofisticata". "Penso che sia abbastanza chiaro che sarà negativo", ma si sta ancora "cercando di elaborare un modello" per la stima. Quanto invece al costo dei dazi totali Usa per i singoli Paesi Ue, "le catene di approvvigionamento sono così interconnesse nell'Ue, che non ha molto senso fare quel tipo di ripartizione teorica di quanto esattamente i dazi" peseranno. Non si può, insomma, fare una mera ripartizione partendo dalle statistiche commerciali dei Paesi. Lo ha detto un alto funzionario europeo.
Confcooperative, rischio 15mila posti con calo 10% volumi
Idazi al 20% annunciati dagli Stati Uniti sono "una grande preoccupazione" per Confcooperative che stima "per ogni 10% di calo dei volumi il rischio di perdita di 15mila posti di lavoro in tutta Italia". L'allarme arriva da Maurizio Gardini, presidente della principale organizzazione di rappresentanza del movimento cooperativo e delle imprese sociali italiane. "Come Confcooperative - spiega all'ANSA - siamo esposti per oltre 3 miliardi di esportazione verso gli Usa, quindi gli effetti di dazi possono essere direttamente pesanti, anche con una possibile riduzione di occupazione che in qualche misura abbiamo valutato".
'Primi controdazi Ue il 15 aprile, altre misure a maggio'
"Ci sono contromisure in arrivo in risposta ai dazi sull'alluminio e l'acciaio annunciati il 12 marzo" dall'amministrazione Trump: "la decisione avverrà in comitologia, (una procedura speciale in sede Ue, ndr), e i Paesi saranno chiamati a votare il 9 aprile". Lo fanno sapere fonti Ue, precisando che a seguito del voto - a maggioranza qualificata - i primi controdazi potranno entrare in vigore il 15 aprile, seguiti poi da una seconda tranche di misure il 15 maggio. "Eravamo pronti il 12 marzo, siamo pronti ora. C'è ancora qualche consultazione in corso e poi procederemo", hanno ribadito le stesse fonti, precisando che "la ritorsione rifletterà" gli input ricevuti dai governi nazionali.
Tusk, 'dazi Usa ridurranno Pil polacco dello 0,4%, colpo duro'
"Secondo una stima preliminare, i nuovi dazi statunitensi potrebbero ridurre il Pil della Polonia dello 0,4%, il che significa, per dirla in modo prudente, che le perdite supereranno i 10 miliardi di zloty". Lo scrive in un tweet il primo ministro polacco Donald Tusk che definisce l'annuncio del presidente americano Donald Trump "un duro e spiacevole colpo, perché proveniente dal nostro più stretto alleato". "Ma - aggiunge - lo supereremo. Anche la nostra amicizia Polonia-Stati Uniti "deve sopravvivere a questa prova"
Gb, 'delusi da dazi ma scommettiamo su accordo con Trump'
Il governo britannico è "deluso" per l'imposizione dei dazi Usa ma è impegnato nel raggiungimento di un accordo commerciale con l'amministrazione di Donald Trump. Lo ha affermato il ministro delle Attività Produttive, Jonathan Reynolds, riferendo alla Camera dei Comuni. Reynolds ha sottolineato che una intesa con Washington "non solo eviterebbe l'imposizione di dazi più pesanti, ma approfondirebbe la nostra relazione economica", e allo stesso tempo ha annunciato una consultazione con le aziende del Paese su possibili ritorsioni future contro gli Stati Uniti.
Berlino,'impatto dei dazi simile a invasione russa dell'Ucraina'
Robert Habeck, ministro dell'Economia tedesco, in una conferenza stampa ha paragonato l'impatto dell'attacco della Russia all'Ucraina, con quello dei dazi degli Stati Uniti. Per Habeck "si tratta degli aumenti tariffari più destabilizzanti degli ultimi novant'anni" verso i quali è necessaria una reazione compatta e decisa, proprio come nel caso dell'aggressione russa all'Ucraina. Habeck ha poi sottolineato che non bisogna prestare fede all'affermazione di Donald Trump in base alla quale gli Stati Uniti verrebbero sfruttati nelle loro relazioni commerciali. "Questa affermazione è falsa. Globalizzazione significa dividere il lavoro in tutto il mondo e quindi vincere tutti. E uno dei più grandi vincitori della globalizzazione sono gli Stati Uniti, che negli ultimi anni hanno avuto tassi di crescita significativamente più alti dell'Europa". Habeck ha poi ribadito: "Come abbiamo dimostrato in passato, dobbiamo rispondere con l'atteggiamento giusto, rimboccarci le maniche e trovare una via d'uscita da questa situazione. Ed è questo che mi aspetto dal prossimo governo". Habeck ha anche sottolineato: "I dazi annunciati dagli Stati Uniti danneggiano l'economia europea e statunitense e il commercio internazionale. Per i consumatori degli Stati Uniti, questa giornata non sarà il giorno della Liberazione, ma il giorno dell'Inflazione. La mania tariffaria degli Stati Uniti può innescare una spirale che può trascinare i paesi in recessione e causare danni ingenti in tutto il mondo".