Esteri
"I dazi? Qui in America il Made in Italy era già un lusso..."
Un'italiana che vive negli Usa ci racconta come vanno le cose già oggi tra gli scaffali dei supermercato oltreoceano

Usa-Europa, la guerra dei Dazi (vista dai loro supermercati)
“La verità è che qui in America i prodotti italiani sono cari, carissimi, soprattutto per chi come me venendo dall’Italia sa quanto costano a casa nostra. Sono quindi una sorta di bene di «lusso» che davvero mi posso permettere ogni tanto, giusto quando sento la nostalgia di qualche piatto. Onestamente però non mi sono accorta nelle ultime settimane di particolari aumenti. Anche perché qui la verità è che sta aumentando tutto”.
Marianna, 30 anni, una laurea tra le mani ed una vita da globe-trotter che l’ha portata oggi vicino a Boston per lavoro ma che alla fine resta pur sempre un’italiana. A lei, alla vigilia dell’entrata in vigore dei tanto discussi dazi voluti da Donald Trump contro alcuni prodotti europei chiediamo se questa corsa all’aumento del prosciutto, del formaggio, del vino e della pasta (tanto per fare i più classici e scontati degli esempi) siano davvero reali e cosa sta accadendo tra gli scaffali dei supermercati Usa.
“Per prima cosa dovete sapere che dei dazi si parla il giusto, cioè poco, soprattutto tra la gente. Che tra le altre cose al momento è molto più interessata, per non dire preoccupata, dalla caccia alle uova, alimento base della cucina anzi della vita da queste parti che sono diventate merce rarissima per le ragioni che tutti conoscete”.
Quindi nessun allarme Parmigiano o Prosecco?
“Direi proprio di no. Anche perché l’inflazione qui in America sta diventando un vero problema. Io vivo qui da 4 anni e mi sono accorta di quanto i prezzi siano cresciuti, in maniera vertiginosa. E non sto parlando dei prodotti dall’estero, ma proprio degli alimenti base: burro, pane, biscotti, carne, verdura e frutta. Ecco, voi non avete idea di quanto costino le zucchine o le fragole…”
Ci dica…
“Fragole a 9 euro al kg, zucchine anche 2 euro l’una… veda lei…”
Torniamo all’Italia. Da noi c’è grossa preoccupazione tra i produttori. Lei cosa ci può dire a proposito?
“La cucina ed i prodotti italiani qui costano anche 4 volte il loro prezzo nei vostri supermercati. Come le dicevo si tratta quindi di prodotti quasi di lusso per la classe media americana. Sono quindi convinta che un ulteriore aumento dei loro prezzi porterà ad una contrazione dei consumi. Ma resto convinta anche del fatto che i benestanti che sia al supermercato e soprattutto nei ristoranti, non cambieranno le abitudini per un aumento del prosciutto o del Prosecco. I ricchi non hanno problemi. Chi ad esempio si può permettere una Ferrari di certo non bloccherà l’acquisto solo perché c’è stato un aumento, come ho letto, del 10%…”.