Esteri
Migranti, l'Ue rimbalza l'Italia: "Emergenza? Se ne parla nel 2024"

L'ondata di sbarchi estivi non potrà essere fronteggiata con nuovi strumenti. E intanto Berlino stringe: richieste esaminate nei paesi terzi extra Ue
L'Ue rinvia le discussioni sull'emergenza migranti, schiaffo a Meloni
"Emergenza migranti? Se ne parla nel 2024". E' la conclusione che arriva dall'Unione europea, "qualcosa di più di uno schiaffo al governo Meloni", sostiene Repubblica. "Se qualcuno avesse voluto avere davvero l’ultima prova che la questione migranti non avrà una risposta concreta in tempi brevi, allora l’ha trovata nel corso della riunione del Coreper (il comitato che riunisce i Rappresentanti permanenti di tutta l’Unione europea)", scrive Repubblica.
"La questione è stata trattata a lungo e l’esito è stato drammaticamente crudo per l’Italia: per una soluzione formale se ne riparla nella prossima primavera", si legge su Repubblica. Nel frattempo, la Commissione Europea "invita gli Stati membri a dialogare in modo costruttivo sulle questioni relative alle migrazioni". Lo dice il portavoce capo dell'esecutivo Ue Eric Mamer, rispondendo ad una domanda sulle tensioni tra Italia e Francia, riacutizzatesi dopo le parole a Rmc del ministro francese dell'Interno Gérald Darmanin, che ha accusato il governo di Meloni di non essere in grado di gestire i flussi migratori dal Nordafrica.
"Sono questioni - continua Mamer, durante il briefing con la stampa a Bruxelles - che riguardano tutti gli Stati membri, sulle quali la Commissione ha fatto delle proposte molto concrete dal punto di vista legislativo e anche un piano d'azione specifico. Pensiamo che si debba incoraggiare un dialogo continuo tra gli Stati membri", conclude.
Come spiega Repubblica, "in questo quadro, l’idea che non si intervenga in tempi brevissimi — nemmeno al Consiglio europeo di fine giugno — significa che la probabile ondata di sbarchi estivi non potrà essere comunque fronteggiata con altri dispositivi. Sarà comunque tardi".
Stretta della Germania: richieste di asilo esaminate già nei paesi terzi fuori dall'Ue
Intanto però c'è chi si muove in maniera individuale, come la Germania. Come spiega il Manifesto, "cinque giorni prima del vertice sulla gestione dei migranti nell’ufficio del cancelliere Scholz, i due ministri-chiave della Germania si schierano pubblicamente a favore del giro di vite sulla politica di asilo dell’Ue. A Berlino, esattamente come a Roma, la parola d’ordine è: «inasprire le attuali regole per limitare l’arrivo di rifugiati»".
Come spiegato da Christian Lindner, ministro delle Finanze e leader del partito liberale, e Nancy Faeser, ministra dell’Interno della Spd, con due interviste stereofoniche rilasciate rispettivamente al canale “Ntv” e al quotidiano confindustriale “Handelsblatt”. "Garantiremo l’identificazione, la registrazione e uno screening affidabile dei migranti già alle frontiere esterne". Le richieste di asilo saranno dunque esaminate nei paesi terzi fuori dall’Ue.