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Myanmar, il bilancio si aggrava: più di 3.000 morti per il terremoto

Il portavoce militare Zaw Min Tun ha affermato che operatori umanitari e di soccorso sono giunti in Myanmar da 17 paesi e che sono state consegnate circa 1.000 tonnellate di rifornimenti e attrezzature

di Redazione Esteri

Sisma in Myanmar, il bilancio supera i 3.000 morti

Il bilancio delle vittime del terremoto in Myanmar è salito a oltre 3.000 morti, ha dichiarato oggi la giunta al potere nel Paese asiatico. Sono stati confermati finora 3.085 decessi e 4.715 feriti, mentre i dispersi sono almeno 341.

Il portavoce militare Zaw Min Tun ha affermato che operatori umanitari e di soccorso sono giunti in Myanmar da 17 paesi e che sono state consegnate circa 1.000 tonnellate di rifornimenti e attrezzature. "Stiamo proseguendo le operazioni di ricerca e soccorso e vorremmo esprimere la nostra gratitudine alla comunità internazionale e ai team medici per il loro duro lavoro", ha detto il rappresentante della giunta.

Onu: “In Myanmar c'è anche l'emergenza donne”

In Myanmar c'è un'emergenza nell'emergenza: il devastante terremoto che ha colpito il Paese non solo ha causato vittime di massa e distruzioni su larga scala, ma ha aumentato i rischi di abusi e violenza per milioni di donne: lo denuncia l'Onu sottolineando che nel Paese le donne erano già vulnerabili a causa di anni di conflitti, sfollamenti e instabilità economica, ma ora affrontano rischi ancora maggiori di violenza di genere e sfruttamento.

"Le ragazze sono particolarmente vulnerabili, soprattutto quando sono separate dalle loro famiglie o vivono in rifugi sovraffollati senza un'adeguata privacy", avverte l'Onu, sottolineando la necessità di misure di protezione come un riparo sicuro, acqua pulita e cibo a sufficienza. I rifugi dovrebbero essere dotati di serrature, illuminazione e spazi privati. Hanno bisogno di servizi igienici sicuri, nonché di kit protettivi e prodotti per l'igiene mestruale. Serve inoltre un'illuminazione adeguata vicino ai punti d'acqua e ai servizi igienici per ridurre il rischio di violenze, soprattutto dopo il tramonto. Inoltre il 'Working Group on Gender in Humanitarian Action', guidato da 'Un Women' e dal Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, rileva che più di 100.000 donne incinte sono state coinvolte nel caos nel Myanmar centrale e si prevede che 12.250 partoriranno ad aprile. La distruzione delle strutture sanitarie e i danni a strade e ponti hanno interrotto l'accesso ai servizi essenziali per la salute riproduttiva, mettendo a rischio le donne incinte. L'Onu sottolinea la necessità di coinvolgere nella risposta all'emergenza le organizzazioni guidate da donne. "Le donne, in particolare quelle provenienti dalle comunità colpite dalla crisi, devono essere coinvolte attivamente nella progettazione e nell'attuazione delle valutazioni per garantire che le loro priorità siano prese in considerazione", concludono le agenzie umanitarie delle Nazioni Unite.