Esteri

New York, la fame il lato oscuro della Grande Mela nella pandemia

di Daniele Rosa

Colpito dalla fame e dalla disoccupazione il mondo degli ‘invisibili'

A primavera durante la crescita della pandemia molti agricoltori dello Stato di New York, il più colpito dal Coronavirus, furono costretti a buttare tanta parte della produzione a causa delle chiusure di ristoranti e negozi. Al contempo i lavoratori di questi locali, molti dei quali non ufficiali, si sono trovati senza stipendio e costretti quindi a ricorrere al banco degli alimenti per sopravvivere.I disoccupati ufficiali avevano raggiunto i 40 milioni più almeno 20 milioni di non ufficiali.

Per rimediare a questa situazione la senatrice democratica, Jessica Ramos, si è inventata un circuito di approvvigionamento senza intermediari per sfamare migliaia di persone del Queens, il suo distretto. 16000 kg di alimenti a settimana, con gli agricoltori che guadagnavano il minimo e la gente che poteva riempire le dispense.

Adesso però un milione e mezzo di residenti su un totale di 9 milioni dipende da questo circuito solidale perchè la pandemia ha generato anche tanti malati di povertà. ‘Mi muovo molto nei quartieri-dice la senatrice-e ogni giorno incontro nuovi senzatetto impreparati anche all’inverno rigido che sta arrivando’.

Negli ultimi sette mesi, dall’inizio cioè della crisi da Covid-19, i banchi alimentari hanno avuto ben 12 milioni di visite, un 36% in più rispetto allo scorso anno. Secondo uno studio dell’Università di Colombia otto milioni di americani hanno ingrossato le file della povertà il mese successivo al termine degli aiuti del Governo per i disoccupati, 1200 dollari più 600 dollari extra settimanali.

‘Non sono indigenti-afferma la Ramos-ma gente che aveva due o tre lavori precari ed adesso, se va bene, fanno gli ambulanti. Lo stesso accade ai tanti senza documenti che, per la legge, non esistono’. 

Il problema pero’ secondo molti non è solo causato dalla pandemia ma è strutturale ed occorre una soluzione politica per risolverlo magari toccando un po’ le megafortune come è nel progetto della senatrice democratica.

‘Negli ultimi sette mesi gli abitanti più ricchi di New York hanno aumentato i loro introiti di qualcosa come 77000 milioni di dollari detto la senatrice-confermando di voler proporre la tassazione di un terzo di queste fortune’. Nel giugno 2019 è riuscita a far approvare dal Senato di New York una legge sul commercio equo per gli 80.000-100.000 lavoratori agricoli dello Stato che, per la prima volta, hanno cominciato a godere di diritti come l'indennità di disoccupazione. Grazie a questa iniziativa, li ha dalla sua parte per combattere la fame.

A parte campagne specifiche come quella di Ramos, la maggior parte della distribuzione degli aiuti ricade su organizzazioni umanitarie o di beneficenza, molte delle quali legate a confessioni religiose, come la congregazione evangelica. Lavoratori senza stipendio e famiglie senza alimenti. Tutto cio'sta provocando molti danni collaterali. Tra questi il crollo delle rimesse che manteneva in vita molta gente in Paesi dell’America Latina e dei Caraibi, l’impossibilità a pagare l’affitto di casa, o la bolletta della luce o quella del riscaldamento.

Molti si chiedono cosa serve aver bloccato gli sfratti in questo periodo se poi il padrone di casa puo’ tagliare acqua o elettricità all’inquilino per mancato pagamento.

Il grave problema della grande America è una gigantesca mancanza di alloggi a prezzi accessibili e un ampio accesso alla salute. Un approccio globale alla classe più povera e più debole che, del sogno americano, sta vedendo la parte peggiore.