Esteri
Usa, Biden: Trump ostacola la transizione. E' irresponsabile

Il presidente entrante denuncia la mancanza di collaborazione con i Dipartimenti della Difesa e del Bilancio
A meno di un mese dall’Inauguration Day, giorno in cui il nuovo Presidente presterà giuramento sui gradini del Campidoglio, Joe Biden ha perso la pazienza ed è esploso contro il suo rivale accusandolo di ostacolare con tutti i mezzi il lavoro del suo team di transizione. In particolare Biden ha dichiarato, da Wilmington nel Delaware dove risiede, che né il Dipartimento della Difesa né l'Ufficio di Gestione e Bilancio (OMB), guidati da leader politici repubblicani, stanno collaborando per facilitare le operazioni.
Biden si è scagliato soltanto contro le persone messe a capo dei due Dipartimenti da Donald Trump. Mentre ha parlato molto bene del lavoro dei professionisti che operano in questi due settori, che al contrario stanno lavorando molto seriamente e in maniera esemplare. “I politici del presidente - ha detto Biden in un incontro con 20 Consiglieri della Sicurezza -si stanno comportando da irresponsabili. In questo momento non riceviamo tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno e questo soprattutto in aree chiave della sicurezza nazionale".
Il presidente eletto ha insistito sulla resistenza che la sua squadra deve affrontare ogni giorno e ha avvertito che tutti questi ritardi stanno solo aprendo delle lacune che potrebbero mettere in pericolo le difese informatiche americane. Tradizionalmente, le amministrazioni collaborano con il team del candidato che vince le elezioni per effettuare un regolare trasferimento di potere, soprattutto per preservare la sicurezza nazionale. Ma questo non sta succedendo in quanto Trump si rifiuta di riconoscere la vittoria del suo avversario.
Il compito che attende Biden è di proporzioni colossali. Non solo dovrà far fronte a una pandemia che ha già causato 330.000 vittime, ma dovrà ricostruire un'economia che sta soffrendo la peggiore crisi dalla Grande Recessione degli anni '30.
Un funzionario del team di transizione ha detto che il dipartimento della Difesa ha continuato a "negare e rinviare" le riunioni, dicendo che "non ci sono stati progressi sostanziali”.
Di tutto altro tono le risposte dei die Dipartimenti messi sotto accusa. Il Dipartimento della Difesa ha dichiarato di aver tenuto 164 colloqui con oltre 400 funzionari e di aver fornito oltre 5.000 pagine di documenti alla squadra di Biden. "Gli sforzi del Dipartimento della Difesa gia' superano quelli delle recenti amministrazioni e continuiamo a programmare riunioni aggiuntive per il resto della transizione e a rispondere a tutte le richieste di informazioni di nostra competenza". Stesse risposte anche dall’Ufficio Gestione e Bilancio, che ha negato i problemi e soprattutto i rischi sulla sicurezza nazionale. Secondo Biden invece le agenzie preposte alla sicurezza nazionale hanno subito "enormi danni" sotto la gestione Trump. "Molte di loro sono state svuotate in termini di personale, capacita' e morale. I processi politici si sono bloccati o sono stati messi da parte”.
Un punto chiave della campagna fatta da Joe Biden e' stata la necessita' di ripristinare il concetto delle alleanze statunitensi cancellate sotto il peso dell’“America First" trumpiano. Biden vuole rientrare nell'accordo sul clima di Parigi già il "primo giorno" della sua presidenza, intende ripristinare l'accordo sul nucleare iraniano e sarebbe disposto a revocare le sanzioni se Teheran tornasse alla "stretta conformita'" con l'accordo del 2015.
E questa voglia di ritornare a collaborare con il mondo è stata chiaramente percepita dai grandi leader mondiali che si sono affrettati ad omaggiare il democratico, da Boris Johnson, alla ancelliera Angela Merkel per finire con il presidente Emmanuel Macron.