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Il Washington Prime Group dichiara fallimento: "La causa è il Covid-19"
Il gruppo ha fatto ricorso al "Chapter 11": dovrà ristrutturarsi per onorare i propri debiti
Ha dichiarato fallimento il Washington Prime Group, società che controlla oltre 100 centri commerciali sparsi negli Stati Uniti.
La proprietà del gruppo, con sede nell'Ohio, attribuisce la responsabilità della crisi al Covid-19: le restrizioni dovute alla pandemia avrebbero infatti “creato problemi significativi”, rendendo infine necessario portare i libri in tribunale.
Il Washington Prime Group ha comunque finanziato con 100 milioni di dollari il piano delle operazioni routinarie che continueranno a svolgersi senza interruzione, secondo quanto annunciato dall'azienda, fino al completamento della procedura fallimentare.
Il gruppo ha infatti fatto ricorso al “Chapter 11” della normativa americana, che prevede la ristrutturazione dell'azienda, con la finalità di onorare i propri debiti. Il CEO Lou Conforti spiega che “durante la ristrutturazione finanziaria, continueremo a lavorare e a massimizzare il valore dei nostri asset delle nostre infrastrutture”. Molti delle quali, è già stato reso noto, verranno vendute o affittate a nuove imprese.