Innovazione

Deloitte, italiani più aperti verso nuove tecnologie e soluzioni digitali

Eduardo Cagnazzi

Lo studio del network di consulenza presentato oggi in occasione dell'Innovation Summit 2020: l'innovazione sta cambianto la società e il suo sistema economico

Ai tempi del Covid-19 la tecnologia diventa un’alleata preziosa per la maggior parte degli italiani, con una spinta rilevante verso la digitalizzazione. Ma è già tempo di una nuova prospettiva, come emerge dai dati dello studio che Deloitte ha presentato oggi in occasione dell’Innovation Summit 2020, l'appuntamento nato per delineare come l'innovazione stia cambiando concretamente la nostra società e il nostro sistema economico. La ricerca è stata realizzata attraverso interviste a un campione di oltre 6.000 cittadini italiani ed europei, includendo il punto di vista di rappresentanti e manager di circa 20 imprese operanti in diversi settori industriali.

Secondo le tendenze emerse, l’innovazione conosciuta finora -esponenziale, centrata sulla performance tecnologica più che sulla capacità di essere utile per le persone- è utile ma migliorabile. L’innovazione del futuro deve essere guidata da un approccio antropocentrico: un approccio, cioè, che metta l’uomo al centro dei processi di innovazione. 

“Se da una parte l’innovazione digitale è stata in grado di aiutarci nell’emergenza e di far evolvere i nostri comportamenti gestendo la crisi, dall’altro è anche evidente come sia necessario un approccio più consapevole e fuori dalla moda dell’innovazione guidata solo dai trend e dalle performance della tecnologia. Per declinare meglio le potenzialità e il valore che l’innovazione ci può fornire, è necessario leggerla attraverso una nuova prospettiva, che possiamo definire antropocentrica, che quindi mette l’uomo al centro in tutte le sue dimensioni”, commenta Andrea Poggi, Innovation leader Deloitte North South Europe.

“Questo è l’insegnamento del covid-19: abbiamo bisogno di innovazione ma di una innovazione vicina ai bisogni veri dell’uomo e capace di fornire una interazione che bilancia l’elemento virtuale e quello fisico. Infatti, secondo la nostra ricerca, per il 55% degli italiani il continuo utilizzo della tecnologia per parlare con i propri cari o amici durante il lockdown ha incrementato la voglia di contatto umano. Non solo: per il 36% degli italiani il processo di digitalizzazione non considera sufficientemente l’aspetto umano”, spiega Poggi.

L’Innovation Summit di Deloitte si inserisce nel contesto di Impact for Italy, il programma strategico di Deloitte che ha un obiettivo ben definito: contribuire attivamente a rendere più innovativo e competitivo il Paese affinché esprima tutto il suo potenziale di crescita. “Ponendoci come interlocutore privilegiato per agevolare la sinergia tra pubblico e privato e generare strategie di crescita resilienti, il nostro network, che può contare su circa 7.700 professionisti e 8.000 clienti, oltre a una presenza capillare sul territorio, vede in Impact for Italy un progetto concreto per coinvolgere business community, istituzioni, terzo settore, istituti di ricerca e università, fino ai cittadini”, dichiara Fabio Pompei, ceo di Deloitte Central Mediterranean (nella foto).