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Il Messaggero: il voto di redazione, Cusenza: "Pensionamenti o carneficina"

Come riportato da Professione Reporter, l'assemblea dei giornalisti del Messaggero il 31 maggio, svolta da remoto, ha dato il consenso al Comitato di redazione di siglare lo stato di crisi con l'azienda, in modo da garantire la proposta di accesso a 20 prepensionamenti. 

In data 4 di giugno l’accordo sui nuovi prepensionamenti sarà firmato al ministero del Lavoro. Dei 5 giorni di cassa integrazione richiesti dall'azienda, ne sono stati concessi 2 al mese per tutti i collaboratori, invece è stato smentito dal cdr il pericolo di chiusura di alcune sedi del territorio. Nell'accordo è previsto anche un focus nel digitale per accogliere nuovi abbonati, per tale motivo sono stati creati due canali settoriali: all news e plus. Al posto dei prepensionati saranno introdotti 10 nuovi giornalisti. 

I redattori del cartaceo saranno formati con maggiore vigore anche per 3/4 giorni sul sito online, saranno  inoltre monitorati da addetti specifici. Su Professione Reporter si legge parte dell'accordo riportato: “Il Messaggero dovrà essere sempre più una media company. Crescerà l’importanza di competenze chiave come il Visual, il Social e l’AMP. L’emergenza Covid-19 ci ha rivelato che social come YouTube sono strumenti di informazione primaria, al pari di Facebook, Google e siti all news”.

Il direttore del Messaggero Virman Cusenza è intervenuto dicendo: “Qualcuno misura la produttività dei giornalisti dividendo il loro numero per il numero di copie vendute procapite. Io non farei mai un ragionamento simile. Per me non conta la quantità, conta la qualità. Tuttavia, la nostra produttività per copie vendute è bassa” -ha continuato - “L’alternativa al piano di crisi proposto dall’azienda potrebbe essere una carneficina. Se non passa il piano, ci saranno tagli al personale senza paracadute sociale e io mai e poi mai vorrei questo…”.