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Meta e il crollo in Borsa, ecco i 4 becchini che hanno fatto il funerale a Fb

di Lorenzo Goj

Intervista all'esperto di Media e Social Edoardo Fleischner sulla caduta di Meta (Facebook) a Wall Street, tra competitor e modelli di business obsoleti

"Insomma", riprende Fleischner, "come si è visto, il trend positivo non può continuare per sempre e, infatti, per la prima volta è avvenuto un calo del dato degli utenti unici raggiunti dalla piattaforma". Infine, per ultimo ma non meno importante tra i responsabili della "caduta" di Zuckerberg, vi è Zuckerberg stesso. Ma in che senso? Come dicevamo prima, l’universo del tycoon americano, tra Fb, Messenger, Instagram e Whatsapp, "possiede" circa 3 miliardi e mezzo di persone. Ed è chiaro che il "presidente" di uno "Stato" di questa grandezza non possa fare neanche il minimo errore.

Pena, come successo, la gogna pubblica. Non che "Zuck" sia un santo. Basti guardare lo scandalo di Cambridge Analytica, dove venne fuori che il patron di Facebook (o Meta) aveva raccolto i dati personali di 87 milioni di account Facebook senza il loro consenso e li aveva usati per scopi di propaganda politica a favore di Trump. Insomma, anche qui gli investitori non l’hanno presa bene e hanno pensato bene di vendere.

Facebook, Zuckerberg al bivio: metaverso o fallimento?

"Ma non finisce qui”, dichiara l’esperto. “In realtà questi sono, per me, solo i passaggi fondamentali che hanno consentito questo, sicuramente previsto, crollo. Ci sarebbero altri spunti. Ad esempio, il tanto amato metaverso di Zuckerberg. Infatti, gli investitori si sono resi conto che il metaverso annunciato con orgoglio da Facebook, non è al passo del molto più umile metaverso di Apple o Microsoft. Aspetto da non trascurare. Facebook, ora, si trova al limite: o cambia il proprio plateau e modello di business per uscire dalla crisi, oppure si ritroverà vicino al fallimento. Cosa che non credo”.

Il crollo di Facebook sembra essere più strutturale che momentaneo. Nel caso non riuscisse a riprendersi, come sarebbe la vita senza il social network più famoso di sempre? “Per quanto io sia contro Facebook per varie questioni, sono convinto che Zuckerberg abbia creato qualcosa di straordinario", risponde Fleischner. "Ricollegandoci a ciò che abbiamo detto prima", continua, "se un uomo è riuscito a mettere insieme quasi 4 miliardi di persone, un motivo ci sarà. Dunque, credo che se il mondo ha avuto bisogno di Facebook sino a ora, ho l’impressione che con il social network, semplicemente, si viva meglio”.

 

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