Medicina

L’eroina non ha conosciuto lockdown, 68 morti in Italia dall’inizio dell’anno

Undici decessi al mese, accertati, dal primo gennaio ad oggi. Record in Veneto

L’eroina non ha conosciuto lockdown, almeno in questi primi sei mesi dell’anno. Sono infatti almeno 68 i decessi per overdose da eroina accertati nel nostro paese. Non sono cifre ufficiali del Ministero degli Interni ma i dati di Geoverdose, l’unico portale italiano che aggiorna quotidianamente sulle vittime per droga nel nostro paese.

Geoverdose è un sistema informatico geografico (GIS), interfacciato ad un sito internet, in grado di visualizzare su di una mappa dell'Italia i decessi per overdose e gli altri eventi acuti mortali (o a rischio di morte) correlati all'assunzione di droghe ed alcol, utilizzando le coordinate geografiche normalmente utilizzate dai sistemi satellitari di geolocalizzazione. Un progetto legato a Neverdose, una app sperimentale pensata con l’obiettivo di offrire protezione ai tossicodipendenti e scongiurare il ‘rischio’ peggiore, ovvero assumere droghe pesanti da soli.

Il portale offre un’accurata analisi delle morti per droga (o per mix droga alcool) indicando una suddivisione per territorio, età, cause, circostanze specifiche, nazionalità e altro ancora.

A guidare la triste classifica (parziale) è il Veneto con 14 overdose accertate seguita da Toscana (8) e Campania (7). Cinque i morti in Lombardia e Lazio.

Pochi mesi fa è stato pubblicato il World Drug Report 2020, che ha valutato il trend di sviluppo del mercato mondiale della droga negli ultimi dieci anni, e ha specificamente sottolineato l’impatto del Covid-19 sul mercato della droga.

Nel 2009 è stato stimato che ci fossero 210 milioni di tossicodipendenti, pari al 4,8% della popolazione mondiale di età compresa tra 15 e 64 anni, e nel 2018 che ci fossero 269 milioni, pari al 5,3% della popolazione.

Negli ultimi due decenni, l’abuso di droghe nei Paesi in via di sviluppo è cresciuto molto più rapidamente che in quelli sviluppati. In una certa misura, ciò riflette la differenza nella crescita della popolazione complessiva durante questo periodo, il 7% nei Paesi sviluppati e il 28% nei Paesi in via di sviluppo, ma evidenzia anche la rapida crescita della popolazione giovane nei Paesi in via di sviluppo.

Gli adolescenti e i giovani adulti rappresentano la percentuale più ampia di tossicodipendenti. Durante il periodo 2000-2018, la popolazione di questa fascia di età nei Paesi in via di sviluppo è aumentata del 16%, mentre la popolazione di tal fascia è diminuita del 10% nei Paesi sviluppati.

Il Covid-19 potrebbe portare ad un’ulteriore espansione del mercato della droga. La pandemia può indurre più agricoltori e contadini ad aumentare o impegnarsi nella coltivazione illegale di colture, sia a causa delle ridotte capacità di controllo delle autorità nazionali, sia perché più persone potrebbero, pur rischiando, a impegnarsi in attività illegali durante la crisi economica.

Le restrizioni legate alla pandemia hanno portato a una riduzione del traffico aereo e terrestre e di conseguenza il traffico marittimo è aumentato. Il rischio di intercettazione in mare è basso e il numero di contrabbando è superiore a quello aereo o terrestre. È stato recentemente riferito che invii di cocaina sono spediti direttamente dal Sud America all’Europa via mare.