Politica

Borghi prende le distanze da Giorgetti. Raffica di tweet anti Unione Europea

Io sono il responsabile Esteri della Lega e se dico che non usciamo da Ue ed euro, non usciamo. Punto». Sono le parole di Giancarlo Giorgetti, nella sua nuova veste, il 14 febbraio in un’intervista al Corriere. Il messaggio pare perentorio. I due «euroscettici» più vivaci nella Lega sono Claudio Borghi, presidente della commissione Bilancio alla Camera, e Alberto Bagnai, che guida la commissione Finanze al Senato. Entrambi sono nel team di esperti economici del partito. Lo «spartiacque» tracciato da Giorgetti non pare averli turbati più di tanto. «Io ho due capi in Lega — ha scritto Borghi su Twitter — il segretario Salvini e il capogruppo Molinari. Detto ciò non ho quasi mai avuto da dire con Giancarlo che in ogni caso ascolto sempre». La replica del parlamentare a chi gli chiede di Giorgetti è in una domanda: e se alle richieste di cambiamento dell’Ue «ci dicono di no?». La risposta, secondo Borghi, si può trovare nell’articolo 50 dei Trattati europei: è quello che fissa il percorso per gli Stati che vogliono lasciare l’Unione. «La mozione congressuale della Lega che indica l’art. 50 come opzione — aggiunge sibillino — è a firma Giorgetti». La successiva uscita di Salvini — «o le regole cambiano o facciamo come gli inglesi» — consolida di nuovo la trincea della coppia anti-Ue. E se Bagnai per ora non interviene direttamente, Borghi non allenta la raffica di tweet contro Bruxelles e rilancia di nuovo le parole del leader: «Se continueremo a prendere schiaffi in Europa, trarremo le conseguenze».