Politica
Crollo ponte Genova, Martina statista fuori tempo massimo
Maurizio Martina, segretario del Pd, si é calato nel suo ruolo di "padre (giovane) della patria" per invocare l'unità nazionale delle forze politiche ma...
Maurizio Martina, segretario del Pd, si é calato nel suo ruolo di "padre (giovane) della patria" per invocare l'unità nazionale delle forze politiche dopo il crollo del viadotto di Genova.
Per carità appello nobile, anzi nobilissimo, ma peccato che giunga dopo giorni di polemiche con il governo con una faccia tosta incredibile, visto che vi sono state ben due interrogazioni parlamentari e ammonimenti di esperti all'allora suo Ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio, senza alcun risultato.
Ma come é possibile dunque fare una richiesta simile, dopo aver avvelenato scientemente i pozzi del dialogo politico? Cosa deve pensare l'opinione pubblica di questo teatrino in presenza di una tragedia che rimanda palesemente a responsabilità di quello Stato che avrebbe dovuto proteggere i suoi cittadini ed invece non ha compiuto il suo dovere?
Ora Martina, dopo aver massacrato il governo, la Lega e i Cinque Stelle vuole vestire i panni del conciliatore, magari dello statista super partes, che ormai ha lasciato la bassa politica per volare alto. Troppo tardi caro Martina e la gente chiamata "populista" sa bene riconoscere il giochetto e soprattutto le responsabilitá di chi ha mal governato e la tragedia non deve far dimenticare che chi poteva e doveva intervenire per tempo non l'ha fatto.