Politica

Fondi Lega, Salvini: processi come in Turchia

Giorgetti, forfait alla festa dell'Unità

Matteo Salvini attacca la sentenza del tribunale del Riesame di Genova sul sequestro dei fondi: "È chiaro che cercano di metterci i bastoni fra le ruote. Quello che sta subendo la Lega è un processo politico senza precedenti. Anzi, sì, uno c'è: è successo qualcosa del genere in Turchia, quando a un partito fu sequestrato tutto il patrimonio prima ancora della condanna". I toni del ministro dell'Interno si fanno sempre più duri. Di sicuro, il futuro della Lega si prospetta pieno di incognite.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti - che una settimana fa aveva detto "se ci condannano la Lega chiude" - oggi fa sapere che non parteciperà al previsto faccia a faccia con il presidente dem, Matteo Orfini, alla festa dell'Unità di Ravenna per "sopraggiunti impegni". D'altra parte i rapporti con il Pd sono burrascosi in queste ore, con lo stato maggiore dem all'attacco sulla sentenza. Giorgetti, a Milano nella sede di via Bellerio, ha invece incontrato gli avvocati che seguono il caso "fondi". E che stanno preparando il ricorso in Cassazione.

Il più duro tra i dem è l'ex segretario, Matteo Renzi, tornato in scena stabilmente. Ieri era alla festa nazionale Pd, oggi ospite di Agorà e ha detto: "Abbiamo un governo di ladri, perchè la Lega ha rubato i soldi degli italiani, e di bugiardi, perché Toninelli sta mentendo tutti i giorni agli italiani". E ancora: "Ieri Salvini ha detto una cosa enorme, rispetto alla decisione del riesame di Genova ha detto 'ma gli italiani sono con noi'. Però una cosa sono i sondaggi, un'altra le sentenze. I 49 milioni si devono restituire".

All'attacco anche l'attuale segretario dem, Maurizio Martina: "La Lega restituisca i 49 milioni che deve ai cittadini. Le sentenze si rispettano e Salvini non è diverso da un comune cittadino". E mette nel mirino anche la "doppia morale" dei 5Stelle.

L'attacco di Salvini alla magistratura innesca la reazione di Magistratura democratica, la corrente di sinistra delle toghe: "L'accusa alla magistratura di intervenire per scopi politici e di agire per ribaltare le scelte compiute democraticamente dagli elettori ha una portata eversiva, e realizza una grave interferenza rispetto all'esercizio delle prerogative che alla giurisdizione spettano a tutela dei diritti e della legalità".