Politica

Governo, il cazzuto Di Maio ricompatta il M5S.La verità sulle liti con la Lega

Alberto Maggi

M5S: flat tax progressiva è nel contratto

Pagina 19 del contratto di governo tra il M5S e la Lega: "Il concetto chiave è “flat tax”, ovvero una riforma fiscale caratterizzata dall’introduzione di aliquote fisse, con un sistema di deduzioni per garantire la progressività dell’imposta, in armonia con i principi costituzionali". Fonti parlamentari pentastellate fanno riferimento al testo base dell'accordo di maggioranza per spiegare quanto sta accadendo in queste ore all'interno del'esecutivo sul tema della riforma fiscale e dell'abbassamento delle tasse. "E' evidente che Salvini è a corto di argomenti. E visto che non può fare sempre la campagna elettorale sui migranti, anche quando il problema non c'è, ora si lancia sulla flat fax come se noi non la volessimo fare", spiega un deputato dei 5 Stelle. "La verità - prosegue - è che noi intendiamo applicare tutto quello che c'è scritto nel contratto senza fare propaganda e in modo responsabile, trovando quindi le coperture e strutturando bene la riforma fiscale". Il M5S richiama la mini-flat tax, quella partita il primo gennaio 2019 per le Partite Iva fino a 65mila euro, per rilanciare il concetto che "non deve arricchire i ricchi ma aiutare il ceto medio e le piccole imprese. Non parliamo di un lancio da campagna elettorale per il 26 maggio ma di un provvedimento serio che va fatto bene". Ed ecco il richiamo alla pagina 19 del contratto di governo dove la parola "progressività" sta proprio ad indicare il fatto che la riforma non deve essere fatta per premiare i ricchi. Insomma, il messaggio che arriva dai 5 Stelle è chiaro: noi rispettiamo il contratto alla lettera e con responsabilità, la Lega e Salvini fanno solo propaganda elettorale (essendosi spento l'argomento principale del Carroccio, i migranti).

Questa nuova linea di Di Maio, che risponde colpo su colpo a Salvini, piace molto all'interno del Movimento. "Finalmente abbiamo un Di Maio sempre più cazzuto (testuale) e sul pezzo", afferma un giovane deputato siciliano. I gruppi parlamentari ora sono "più uniti che mai" e l'atteggiamento del leader pentastellato "piace tantissimo proprio perché non arretra di un millimetro sulle battaglie identitarie". E il pensiero corre subito al recente Congresso delle Famiglie di Verona. "Di Maio e gli altri ministri non potevano stare zitti, altrimenti essendo al governo con la Lega saremmo passati anche noi come quelli che vogliono che la donna stia in casa a fare la calzetta", spiega una deputata grillina del Centro Italia. Altre fonti aggiungono: "Di Maio non sta facendo propaganda ma sta mettendo i puntini sulle i rispondendo in modo responsabile alle sparate di Salvini, ma sempre parlando nel merito e di contenuti".

La differenza chiave con la Lega, nell'azione di governo e nelle uscite pubbliche, "è che noi parliamo sempre di punti che sono scritti nel contratto di governo mentre loro (i leghisti) escono spesso dal binario dell'accordo, come quando parlano di facilitare la vendita di armi o di castrazione per gli stupratori". La chiave della svolta M5S in Parlamento "è il lavoro di squadra costruttivo. Prendiamo per esempio il Codice Rosso, il provvedimento per combattere la violenza su donne e minori. Siamo intervenuti per migliorare il testo base non in maniera distruttiva e propagandistica ma in modo costruttivo", spiega un deputato grillino. Che aggiunge: "Noi non guardiamo i sondaggi. Il 4 marzo 2018 abbiamo preso il 32% e quel numero ci legittima a governare. E' falso ciò che vuol far passare Salvini e cioè che noi siamo quelli del No visto che l'80-90% delle leggi approvate sono targate M5S. Noi proponiamo e concretizziamo, restando fedeli responsabilmente al contratto senza fare propaganda perché si vota tra un mese e mezzo".

Detto ciò, però, viene escluso categoricamente che i 5 Stelle stiano pensando di scaricare la Lega per cercare un'intesa con il Partito Democratico. Un parlamentare M5S liquida il discorso con concetti molto chiari: "Prima di tutto è una questione di coerenza e di rispetto della parola data. Con quale Pd dovremmo allearci? Con quello che ha annunciato il referendum per abrogare il reddito di cittadinanza? O con quello che è contrario alla nostra proposta di salario minimo? Oppure con quello del nuovo tesoriere di Zingaretti, Zanda, che vuole rimettere il finanziamento pubblico ai partiti e aumentare lo stipendio dei parlamentari?". Insomma, "è cambiata solo la faccia del Pd, ma in realtà il partito continua ad essere quello vecchio di Renzi".