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Lega, "Speranza è il ministro della paura". Lui: "Aprile? Nessuna riapertura"

I leghisti apostrofano il titolare della Salute così, paragonandolo ad un personaggio interpretato dall'attore comico Antonio Albanese

Lega, "Speranza è il 'ministro della paura". Lui: "Aprile? Nessuna riapertura"

Il Coronavirus in Italia continua a far paura. Complice anche la campagna vaccinale che va piuttosto a rilento, con solo il 15,4% delle persone che ha ricevuto almeno una dose, e la situazione dei contagi che non subisce il calo netto sperato, le riaperture rischiano di slittare. La conferma arriva dal ministro della Salute Speranza, - si legge sul Corriere della Sera - che sul tema è piuttosto netto. "Ad aprile conviene tenere ancora la massima prudenza. A maggio, a seconda dei parametri del contagio e della capacità di vaccinare i fragili, ci possono essere le condizioni per misure meno restrittive come quelle della zona gialla. Però voglio essere chiaro: dobbiamo avere grande cautela e prudenza. Continuare con un percorso di gradualità». Termini generali prima di rivolgersi direttamente a Salvini: "Trovo incomprensibile l’atteggiamento di chi sta al governo e si comporta come se fosse all’opposizione, con l’obiettivo mal celato di raccattare qualche voto sulle difficoltà vere di tante persone". Sostegno dal segretario del Pd, Enrico Letta: "Il dare una data da parte di un politico significa dare i numeri al lotto". 

Salvini - prosegue il Corriere - non ha intenzione di rinunciare a battere sulla necessità di aperture ed è certo di potersi intestare qualsiasi anticipo che nei prossimi giorni potrà essere deciso. Anche se i leghisti parlano di Speranza come del personaggio di Antonio Albanese e lo chiamano «il ministro della Paura», il segretario ai suoi dice di essere convinto che «i super chiusuristi dovranno prendere atto della realtà». Certoèche la Conferenza delle Regioni tornerà a sua volta al pressing. Lo ha annunciato il neo presidente, Massimiliano Fedriga: «Stiamo predisponendo delle linee guida perché il riaprire non serve soltanto a ridare fiato all’economia, ma anche alla salute». E dunque, già giovedì spera «di portare le prime proposte al governo.