Politica
Nichi Vendola e Monica Cirinnà contro il ministro Fontana

Non tutelato il soggetto debole, cioè i figli
Il ministro della famiglia, Lorenzo Fontana, ha dichiarato che la maternità surrogata è vietata e quindi i figli non possono essere riconosciuti e questo ha provocato la solita reazione patellare sulle cosiddette “famiglie arcobaleno”.
Subito Monica Cirinnà ha dichiarato che “in Italia non è cambiato nulla e i tribunali continueranno a riconoscere i figli dei genitori dello stesso sesso”, mentre Nichi Vendola, afferma che queste parole (del ministro) “sono frutto di ignoranza e di intolleranza. Purtroppo per lui, nessuno potrà cancellare le nostre famiglie e i nostri figli” che lui, ad esempio, si è potuto permettere andando in America, essendo benestante. La cosa ricorda, tra l’altro, la vicenda dell’aborto che era permesso solo ai ricchi.
Questa vicenda è particolare perché giocata sulla pelle di esseri che non possono dire la loro e cioè i bambini. La Cirinnà dice “l'interesse del minore prevale sulla legittimità delle tecniche con cui è venuto al mondo". Appunto. L’interesse del minore è quello di avere un padre e una madre, come dicono invece Salvini e Fontana. E questo non per astratti motivi filosofici o religiosi, ma per motivi molto concreti, anzi scientifici: milioni di anni di evoluzione hanno portato a questa configurazione “stabile” di due genitori di sesso opposto. Non possiamo quindi conoscere quali saranno le conseguenze psicologiche che si verranno a creare in un bambino sottoposto a questo “esperimento biologico” dell’assenza di un maschio e una femmina perciò dobbiamo usare un principio di precauzione. Magari si troveranno meglio, ma potrebbero, e questa è l’ipotesi logicamente più plausibile, trovarsi molto peggio.
Il voler avere a tutti i costi un figlio in una coppia omogenitoriale non tiene conto appunto del soggetto più debole, proprio il bambino e questo per un atto di egoismo degli adulti.