Palazzi & potere
Che genio! Per eliminare la corruzione hanno cancellato gli appalti!

Da quando è entrato in vigore il nuovo Codice dei contratti, i lavori sono crollati del 52% sul numero e del 62% sul valore. E dal 2007 sono evaporati 110 miliardi di investimenti.
Il metodo è stato efficace, per quanto bizzarro. Per eliminare la corruzione dagli appalti il governo ha deciso di eliminare direttamente gli appalti. Già, perché da quando il nuovo Codice dei contratti è entrato in vigore, con squilli di tromba e sbandieramenti, i lavori si sono praticamente fermati. A sostenerlo, scrive Sandro Iacometti su Libero, è la stessa Autorità nazionale anticorruzione (Anac), che non può davvero essere accusata di voler boicottare il provvedimento visto che gran parte dell' impianto normativo ruota intorno al suo ruolo. I dati sul primo semestre 2016 parlano chiaro. Dal primo gennaio al 18 aprile, data di entrata in vigore del Codice degli appalti, i lavori in Italia sono stati 7.573 per un controvalore di 4,485 milioni di euro. Qui già si evidenzia un calo significativo del 16% (per quanto riguarda il numero) e del 33% (per quanto riguarda il valore) rispetto allo stesso periodo del 2015. Calo che secondo l' Anac è dovuto principalmente ad alcune modifiche normative precedenti, in particolare alla modifica dell' art. 33 del previgente Codice effettuata in più fasi nel 2014 e nel 2015, che ha imposto la riduzione delle stazioni appaltanti obbligando i comuni ad aggregarsi attraverso accordi consortili o a ricorrere alla Consip.
L' impatto del nuovo Codice è però devastante. Dal 19 aprile al 30 giugno i lavori crollano del 52% sul numero e del 62% sul valore. Un decremento di oltre la metà rispetto allo stesso periodo del 2015. L' Anac ammette l' effetto negativo delle nuove norme. «Dall' entrata in vigore delle nuovo Codice dei contratti», si legge nel documento diffuso lo scorso luglio, «il settore di servizi e forniture ha subito l' impatto delle nuove norme, scaturito per lo più dalla necessità per le stazioni appaltanti di adeguare la documentazione di gara alle nuove disposizioni del Codice, oltre che alle nuove procedure di gara ed ai criteri di aggiudicazione».