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Covid, anche i calciatori devono rispettare la quarantena

Covid, anche i calciatori devono rispettare la quarantena
"I tamponi sono e restano lo strumento piu' efficace per accertare la positivita'. Gli errori sono nei comportamenti e non nell'efficacia dell'esame. Questa della squadra del Genoa e' una storia che rientra perfettamente nella dinamica di trasmissione del virus: non c'e' tampone che tenga se le regole per i giocatori sono diverse da quelle degli altri cittadini". A dirlo e' Andrea Crisanti, virologo dell'universita' di Padova, in un'intervista al Messaggero. "E' un problema di deroga della quarantena, i giocatori sono esentati da questa misura di prevenzione. Ci sarebbe da chiedersi perche' viene derogata per il calcio una misura che invece viene applicata a tutti quanti gli altri", sottolinea Crisanti. "Quello che e' accaduto e' che, durante l'allenamento, la persona positiva abbia trasmesso la malattia.La follia e' non aver messo queste persone in quarantena in presenza di un positivo". Per l'esperto "ora l'intero team genovese dovra' essere messo in isolamento, e anche quelli del Napoli". Piu' in generale, "io penso che i giocatori debbano essere testati tre giorni prima della partita. Durante quel periodo dovranno rispettare l'isolamento e, subito dopo, dovra' essere rifatto il tampone, perche' non si conosce l'intervallo temporale che si viene a creare tra la persona che ha infettato e chi e' diventato positivo. Dipende dalla carica virale". Intervistato anche dal Qn, Crisanti parla della strategia del network testing sviluppata a partire da Vo' Euganeo: "Se intercetti tutti i positivi, blocchi la trasmissione. Il 40% dei nostri positivi era asintomatico. Quindi abbiamo elaborato un modello per integrare e superare il tracciamento dei contatti", spiega. "Se c'e' un positivo in questo momento si testano tutti: parenti, amici, colleghi di lavoro (tutti, non solo qualcuno) e chiunque possa essere entrato in contatto con il positivo".