Palazzi & potere

Pensioni: flop dell'Ape voluta da Renzi: in un anno neanche un assegno pagato

Pensioni, Ape: forti ritardi e stime sballate

L'Ape, Anticipo pensionistico, diventato legge un anno fa con la manovra di Bilancio e che doveva scattare dal primo maggio 2017 non ha ancora messo in pagamento un assegno, né nella versione «sociale», interamente a carico dello Stato e riservata alle categorie più deboli, né in quella «volontaria», rimessa alla libera valutazione dei lavoratori, scrive il corriere della sera. In entrambi i casi la norma prevede la possibilità di andare in pensione al compimento dei 63 anni d' età, cioè fino a 3 anni e sette mesi prima sul requisito attuale di 66 anni e 7 mesi.
Con l' Ape sociale si riceve dallo Stato un assegno pari alla pensione (con un tetto di 1.500 euro lordi al mese) fino al raggiungimento dell' età legale per il pensionamento di vecchiaia.
Con l' Ape volontaria, invece, il lavoratore prende un anticipo di quella che sarà la sua pensione, fino a un massimo del 95% sotto forma di prestito a sé stesso, che restituirà a rate in 20 anni con trattenute sulla pensione normale.
I ritardi nei decreti attuativi (arrivati solo a metà giugno) e i severi criteri di accesso dettati dagli stessi determineranno, nel caso dell' Ape sociale, un numero di ammessi al beneficio nel 2017 (tra domande già accolte e quelle che lo saranno in questi giorni) di appena 18.902 persone, secondo uno studio della Cgil a partire dai dati dell' Inps.