Palazzi & potere

Renzi, “Accozzaglia” is the new “deplorables”

L’esperienza altrui insegna poco, si sa. E così Renzi non sembra aver imparato granché dall’imperdonabile gaffe di Hillary Clinton, che a poche settimane dal voto americano dell’8 novembre scorso disse (salvo poi arrampicarsi sugli specchi per metterci una pezza) che una buona metà degli elettori di Trump erano “deplorables”, cioè sostanzialmente dei miserabili.

Nel weekend, Renzi c’è ricascato, parlando di un’”accozzaglia” contro di lui.

I “puristi renziani” diranno che Renzi non ce l’aveva con gli elettori ma con gli eletti. Eppure la gaffe resta. Primo: perché se insulti trasmetti un senso di insicurezza e nervosismo. Secondo: perché se nomini gli elettori di alcuni politici li stai inevitabilmente compattando contro di te, li stai ulteriormente motivando a votarti contro. Terzo: perché in un referendum in cui si tratta di confermare (sì) o di respingere (no) una proposta del governo, è inevitabile che sulla posizione del no convergano anche culture, storie e proposte diverse: non è su di loro che grava l’onere di una proposta organica.

Per altre due settimane, Renzi cercherà di far dimenticare i problemi reali (tasse, lavoro, banche, debito), e di portare l’Italia dentro una playstation, dentro un videogame: Renzi contro tutti. Ad altri, in passato, il gioco è riuscito. Dubito che riesca stavolta: e in ogni caso i prezzi (a partire da quelli, brucianti, sui mercati) li pagherà l’Italia.

Daniele Capezzone
Deputato Conservatori e Riformisti
d.capezzone@gmail.com
@capezzone