Palazzi & potere
Renzi, l'Italia e...Grillo; l'analisi di Gabriele Albertini

Renzi vittima delle sue stesse qualità, dice l'ex sindaco di Milano oggi senatore Ncd. Ora la vera sfida è alle forze antisistema (M5s)
Il Governo Renzi ha cercato d’opporsi “ all’invasione dei barbari”, attraverso una politica decisionista audace, con venature certamente demagogiche, ma altrettanto certamente, orientata alla modernizzazione del nostro Paese. Sia delle Sue Istituzioni, che della Sua economia, persino, con visioni contrastanti tra gli alleati di Governo, della Società italiana. (Jobs act ed abrogazione dell’art. 18, riforma della P.A. responsabilità civile dei magistrati, riforma della legge elettorale e del titolo V della Costituzione, riduzione IRAP, riduzione cuneo fiscale e parafiscale (80 euro) sui salari dei lavoratori a più basso reddito, unioni civili, ecc.).
Dopo un avvio folgorante e confortante: il raddoppio dei voti espressi dai 5stelle, nelle elezioni europee, (solo la D.C. di Fanfani, come partito unico e non in coalizione, aveva, nel ’59, superato il 40% dei consensi) la rottura del “Patto del Nazzareno”, consumatasi sulla divergenza sull’elezione del Presidente della Repubblica, mentre aveva “tenuto” sugli altri due argomenti: legge elettorale e riforma costituzionale, porta al piano inclinato..superato a colpi di “voti di fiducia” , fino alla clamorosa e drammatica sconfitta del referendum del 4 dicembre.
“Il Sindaco d’Italia”, come Matteo Renzi, ha interpretato il ruolo di Presidente del Consiglio, (via il Sindaco, via il Consiglio Comunale, purtroppo per Lui, via il Presidente del Consiglio..se ne fa un altro, in una democrazia parlamentare) ha fatto troppo affidamento sulla Sua eccezionale capacità comunicativa, sulla Sua volontà implacabile, sulla determinazione delle Sue scelte, non considerando che l’accumulo d’oppositori, così diversificato, nelle loro provenienze, da risultare persino grottesco, si era invece concentrato nel volerlo abbattere, tanto da prevalere, dopo una soverchiante campagna contro, attraverso i media, con una maggioranza impressionante!
E’ stato vittima delle Sue stesse qualità: forte carattere, senso innato della sfida, gusto dell’azzardo, intuito brillantissimo, eccezionale capacità comunicativa, Ego potente non temperato da capacità d’ascolto e d’inclusione, di fare squadra..un eccesso di coraggiosa, forse temeraria, arroganza!
Non gli è venuta in soccorso un’economia ancora stagnante, anzi , il disastroso terremoto, nell’Italia centrale, cui si sono aggiunte precipitazioni nevose da era glaciale, le migrazioni incessanti, l’UE non sollecita nel dare soccorso all’Italia e condividerne il peso economico e politico ed ora deve affrontare una battaglia dall’esito non così scontato, per la riconferma alla Segreteria del PD.
Ancora si affacciano, ora, come allora e sempre, le divulgazioni sulle indagini in corso, contro il padre, il Ministro, altri dell’entourage dell’uno o dell’altro, amici ed alleati scomodi, come il Senatore Verdini, Funzionari e Dirigenti che attestano, ( ci sono prove o solo accuse? Magari per compiacere gli inquirenti e togliersi un problema?) collusioni con faccendieri..
Ormai la Legislatura volge al termine, anche se, come auspicabile in una situazione così critica per l’intero mondo e per l’Italia in particolare, dovesse arrivare alla naturale scadenza, tra poco più di un anno ci sarà un altro Governo ed un altro Parlamento.
Quali prospettive? Quali programmi?
In un Paese, come il nostro, diviso in Signorie, Principati, Repubbliche, Stati e staterelli, in lotta tra loro, spesso con richieste d’aiuto, prontamente raccolte, alla conquista del “Bel Paese”, di varie potenze straniere per combattere il vicino, che parla la stessa lingua, per oltre 1500 anni, dalla caduta dell’Impero Romano (451 d. C.) all’Unità d’Italia 1861, 1870, se consideriamo la “breccia di Porta Pia”, come il vero terminale, il sistema maggioritario (coalizzarsi per l’aritmetica elettorale, dividersi per NON governare) non ha funzionato benissimo...se si esclude il ventennio, un regime, non una democrazia, col tragico epilogo, che abbiamo ben sofferto...
Certo, anche il proporzionale puro del ’48, con il bicameralismo paritario ed i complessi regolamenti parlamentari ha consentito la vita e lo sviluppo del Paese, solo fino a quando ha funzionato il “sistema dei partiti”, che nelle sedi parlamentari, confermavano le scelte politiche, concordate nelle Segreterie.
La Costituzione del ’48 era stata fatta per non far governare nessun Governo, senza una qualche compromissione dell’opposizione, e ciò non solo per esorcizzare la Dittatura, della quale l’Italia del dopo guerra non aveva certo nostalgia, ma anche per evitare, in presenza di blocchi contrapposti, (USA- URSS, comunisti-anticomunisti) una prevalenza pericolosa, severamente governante, del P.C.I..
Ora, con gli aggiornamenti descritti, i corsi e ricorsi di Gianbattista Vico, ci fanno ritrovare in una situazione non troppo dissimile: mettete al posto della forza antisistema d’allora:il P.C.I. i 5stelle e tutto è chiaro!
L’Italicum, corretto dalla sentenza della Corte Costituzionale, se riprodotta al Senato, su base regionale, consegna il quadro politico ideale per l’affermarsi di una maggioranza, insieme rappresentativa degli elettori (soglia del 3%) ed in grado di governare, attraverso l’alleanza delle forze di sistema (moderati di centro destra e di centro sinistra) contro le forze eversive ed avventuriste che non possono che farci perdere la terza guerra mondiale..combattuta, se non con mezzi militari, certo con effetti di sfacelo economico non dissimile, se non sapremo unirci e stare dalla parte giusta della storia...
Gabriele Albertini