Palazzi & potere

Serve battaglia pro Airbnb, pro Uber, pro sharing-economy

Ma ben al di là dello sciagurato emendamento Pd (ormai affossato)
 

Ok, l’emendamento-killer del Pd contro Airbnb non c’è più, è stato ritirato.
L'Italia ha già aggredito Uber (e ha fatto malissimo!) per difendere un mercato chiuso e non competitivo. Stavolta, con uno sciagurato ruolo decisivo della maggioranza renziana (altro che rottamazione...), aveva cercato anche di picconare Airbnb.

Sarebbe stato tre volte un errore: perché si sarebbero colpiti i proprietari di immobili (come ha giustamente osservato Confedilizia), perché si sarebbe frenata un'operazione interessante per il turismo, perché si sarebbe fermata qualcosa che si sta muovendo – con le proprie forze - nella gravissima crisi economica italiana.

Torna alla mente quello che Reagan diceva giustamente sulla mentalità degli statalisti: "Se qualcosa si muove, tassalo; se si muove ancora, regolamentalo; se non si muove più, sussidialo...". Reagan era ferocemente sarcastico, ma non poteva immaginare che, trent'anni dopo, gli statalisti fossero ancora a questo punto.

Ma, seppellito l’emendamento da un tweet dello stesso Renzi, che si è reso conto della figuraccia, resta un punto di fondo.

Penso (e il mio è un impegno in prospettiva) che debba iniziare una vera battaglia a favore della sharing economy, che ha anche un punto "politico" e "generazionale" a favore: pure i ragazzi di sinistra, pure i giovani di cultura non liberale, ritengono "naturale" scegliersi liberamente su Internet la casa per un viaggio o una vacanza, senza intermediazioni. Lo ritengono parte di una sfera di libertà ormai inevitabilmente acquisite, sia pure per via tecnologica.

Proprio per questo, forse, questa battaglia, oltre ad avere un valore in sé, ha anche un significato di alfabetizzazione liberale per chi sarebbe difficilmente raggiungibile per vie più tradizionali.

Daniele Capezzone
Deputato Conservatori e Riformisti
d.capezzone@gmail.com
@capezzone