Palazzi & potere
Tabacco, niente acrobazie sulle tasse

Assistiamo in questi ultimi giorni a un dibattito da neofiti sulla tassazione dei tabacchi. Volano proposte di nuove forme di tassazione, che rilanciano improbabili teorie reaganiane.
Proviamo a mettere in fila qualche concetto meno improvvisato, magari tenendo a mente che tutela della salute e garanzie di gettito dovrebbero guidare il legislatore, ed evitando di proporre un abbassamento di prezzo delle sigarette più care per renderle più accessibili. Come a dire: sei povero, fuma pure.
Il fumo fa male, lo sanno tutti. Lo sa soprattutto l’Organizzazione Mondiale della Sanità che scrive da anni che se le sigarette fanno male senza distinzione (è inconfutabile), allora devono essere tassate tutte allo stesso modo, con una tassazione il più possibile uguale per tutti i pacchetti venduti.
Perché in Italia – per rimanere fedeli alla tradizione – ci siano ancora tasse diverse per sigarette dello stesso tipo, non lo capisce nessuno. E poi ci sono quelli che vogliono che lo Stato mantenga il prezzo delle sigarette basso, magari favorendone l’acquisto a chi da spendere ha solo la paghetta. Proprio una bella mossa.
Alcuni degli stessi commentatori propongono anche un intervento fiscale “equo” per la Manovrina.
In Italia, si sa, siamo tutti allenatori della nazionale e, quando è tempo di Manovra fiscale, diventiamo tutti esperti di fiscalità. Ma se lasciassimo parlare gli esperti- quelli veri -, scopriremmo che qualche punto certo c’è: il primo, un aumento dell’Onere Minimo sarebbe necessario a prescindere dalla Manovrina, per riequilibrare in modo, si, equo, il carico fiscale e di prezzo in tabaccheria tra prezzi bassi, medi e alti; il secondo, visto che l’Italia non ha praticamente – rispetto a tutti gli altri Paesi – tasse fisse a pacchetto, occorrerebbe intervenire su questo, come propone l’OMS, senza perdere ancora tempo. Quanto? C’è una Delega Ministeriale, con dei limiti molto bassi (si può aumentare solo fino a 2,5% l’incidenza di questa componente fissa, ogni anno). Non tanto, ma qualcosa. Anche le tasse totali dovranno essere aumentate, altrimenti non arriveranno, secondo le stime, i soldi attesi.
Stia pure tranquillo chi auspica interventi “equi”: ce ne sarà per tutti, pare. D’altra parte: calo del gettito nel 2016; aumento dei consumi di prodotti di basso prezzo perché le sigarette sono sempre più a buon mercato… Tanti fattori per un intervento che, c’è da sperarlo, sarà realmente “equo”.
Ha senso commentare le altre proposte che si leggono sui prodotti alternativi alle sigarette tradizionali, come le sigarette elettroniche e gli altri prodotti di nuova generazione? È ragionevole pensare a quanto sia insostenibile dal punto di vista economico, scientifico, di gettito, di politica sanitaria, di equità fiscale, di concorrenza? Proposte che vengono da chi negli ultimi anni si è scelto una tassazione fai-da-te e ha preferito – come riportano recenti articoli di stampa – non versare del tutto o in parte le tasse che erano dovute su questi prodotti. Quindi lo Stato dovrebbe garantire un enorme sconto fiscale a chi finora non ha versato le tasse che doveva. Questo si che è equo.