Politica

Pd, capibastone e cacicchi: sempre loro. Alla fine anche Schlein sotto scacco

di Vincenzo Caccioppoli

Viaggio nel Pd dove il rinnovamento sembra di facciata



Tutti ora corrono ad applaudire la ventata di novità rappresentata da chi, come la neo segretaria ( donna come la Meloni, e questo è un altro aspetto che dovrebbe preoccupare assai la giovana segretaria), fino a poche settimane fa nemmeno era iscritta al partito ( e chissà che questo non sia stato il vero valore aggiunto che le ha permesso di trionfare sul suo avversario) e che non è, infatti, stata scelta dagli iscritti al partito, che hanno votato in maggioranza per l’usato sicuro Bonaccini, ma ha stravinto nella gara dei gazebo, tra chi la tessera del partito non la ha e probabilmente mai la farà. Forse anche perchè la gente si aspettava una vera rivoluzione da subito che cominciasse proprio con il ridurre il peso di chi fino ad ora ha pensato più alle poltrone che ai diritti dei più deboli, più al mantenimento del potere che ai diritti sociali.

Ma la giovane ragazza, che ha saputo conquistare 50.000 preferenze alle elezioni europee, nove anni fa, a soli 28 anni, e che aveva messo in difficoltà Matteo Salvini, durante la campagna elettorale della Regione Emilia-Romagna del 2020, alle parole non sembra aver fatto seguire i fatti. la nomina di presidente di Bonaccini stesso, oltre a quella della Capone come vicepresidente, che fa parte della vecchia guardia del partito pugliese, dominato da uno dei più rappresentativi “cacicchi” citati dalla segretaria, il presidente Emiliano. Ma poi anche il peso di Francesco Boccia che dopo aver tirato la volata alla segreteria durante le primarie, ora è tornato a svolgere il suo solito ruolo di abile mediatore tra le varie correnti (e chissà se quello non fosse già il suo obiettivo deciso nelle segrete stanze del potere, tra i vari capibastone del Pd). Ma anche la seconda vicepresidente, Chiara Gribaudo, fedelissima di Matteo Orfini, abbandonato al suo destino ( si fa per dire chiaramente) quando questi si era schierato con Stefano Bonaccini.