Politica
Renzi come Andreotti. E a differenza di Aldo Moro...
Saltando, anzi volando, grazie all'Ala di Verdini, oltre l'ostacolo delle Unioni Civili, da buon ex giovane DC, Matteo Renzi si è ispirato a Giulio Andreotti ("Meglio tirare a campare che tirare le cuoia !").
E il declino politico di Silvio Berlusconi è evidenziato dal fatto che ruoli determinanti, in una fase cruciale dell'attività del governo, guidato dal leader del PD, li hanno svolti l'ex coordinatore nazionale di Forza Italia,
Denis Verdini, e l'ex segretario del Pdl, Angelino Alfano, a cui si deve l'infelice esternazione sulle "unioni contro natura". Corretta dalla sintesi, più equilibrata e condivisibile, della Boschi : "ieri abbiamo fatto politica nel senso migliore del termine se far politica è contribuire alla felicità delle persone". Inopportuna la presenza, nello studio Tv di Formigli, del neo-renziano Romano, un politico che contende all'alfaniana Dorina Bianchi il record, poco commendevole, dei "salti della quaglia".
A differenza di Aldo Moro, che teorizzò la strategia dell'attenzione del centro verso la sinistra, Renzi continua a governare grazie all'apporto, determinante, dei voti di parlamentari eletti, 3 anni fa, con la coalizione di centrodestra. Lo fece, peraltro, Berlusconi, nel 2010, con i vari Scilipoti e Razzi.
Nei primi anni 70, la Dc, guidata da don Amintore Fanfani, concittadino della ministra Boschi, promosse il referendum per impedire che diventasse legge il divorzio, ma venne sconfitta. Più di 40 anni dopo, i post-Dc hanno contribuito al varo della legge sulle Unioni civili, bocciata dalla Chiesa, ma votata, o subita, dalla maggioranza dei parlamentari cattolici del PD, del NCD e di Ala.
Un avanzamento, positivo, del Paese sul delicato terreno dei diritti civili, in passato al centro delle battaglie di gruppi vivaci, ma minoritari, in primis i radicali dell'instancabile Marco Pannella
Pietro Mancini