Politica

Scuola, pressing di Renzi sulla minoranza del Pd

Nei prossimi tre giorni la minoranza può lavorare a togliere o ridurre gli emendamenti in commissione per consentire alla riforma di essere approvata nei tempi stretti che ci sono. Lo spiegano fonti della maggioranza illustrando la strategia del governo sulla scuola. Se questa proposta viene accettata, se la moral suasion di Renzi viene accolta, si puo' procedere con tutto il piano, comprese le assunzioni, altrimenti il rischio e' che non ci siano piu' i tempi e si rinvii tutto. "Vediamo se i sindacati - osserva un parlamentare della maggioranza - si schiereranno con 100mila lavoratori da assumere o contro".

C'e' chi cerca di stoppare la riforma della scuola, presentando migliaia di emendamenti, ma il governo andrà avanti perché è la prima volta, dopo anni, che si investe nell'istruzione. Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi su Facebook. "In molti hanno contestato questo provvedimento chiedendone il ritiro e dicendo che avrebbe distrutto la scuola pubblica - ha ricordato il premier - e al Senato di conseguenza il provvedimento è bloccato da migliaia di emendamenti che cercano di stopparne l'approvazione". Ora, ha detto Renzi, "delle due l'una. O questo provvedimento è una sciagura, come dice chi protesta. Oppure, come pensiamo noi, può essere migliorato ma è il primo provvedimento dopo decenni che mette soldi sulla scuola e restituisce continuità educativa ai nostri ragazzi. Discutiamo, facciamo modifiche, ma poi votiamo. Altrimenti saltano gli investimenti".

"Quest'anno con tremila emendamenti in commissione non si riesce ad assumere i 100mila a settembre. Le scelte dell'opposizione hanno come conseguenza che il provvedimento non riuscira' ad entrare in vigore in tempo per settembre". Cosi' Matteo Renzi, a Porta a Porta, sull'ostruzionismo sulla Buona Scuola. 

"Il presidente del Consiglio ha opportunamente richiamato ad una responsabilita' generale condivisa e ad un realismo a cui dobbiamo, come governo, richiamare il parlamento perche' effettivamente gli emendamenti, anche al Senato, sono tantissimi e i tempi stringono. Per la macchina amministrativa avevo dato una scadenza che era gia' molto, molto generosa: il 15 giugno. Ora, questa data e' stata gia' superata e quindi si tratta di capire qual e' l'atteggiamento delle opposizioni di fronte alla volonta' di andare non solo bene ma anche presto in porto con questo provvedimento". Lo dice il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini.