Politica
Agenzia delle Entrate: Zanetti rischia, non la Orlandi
Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
Le dimissioni di Rossella Orlandi, numero uno dell'Agenzia delle Entrate, chieste da Enrico Zanetti, leader di Scelta Civica e sottosegretario all'Economia, rischiano di provocare un terremoto nel governo. Il presidente del Consiglio - secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it - non ha alcuna intenzione di chiedere la testa della Orlandi. Lo stesso dicasi per il ministro dell'Economia Padoan che si è espresso indirettamente attraverso una nota del Mef: "Il contrasto all'evasione fiscale è una priorità del governo, indispensabile per recuperare risorse finanziarie utili a ridurre il livello medio dell'imposizione fiscale" e in questo contesto l'Agenzia delle Entrate "svolge un ruolo cruciale". I Mef rinnova l'"immutata stima" nel direttore Rossella Orlandi". Se non bastasse gli stessi fedelissimi di Matteo Renzi bollano come "estemporanea" l'uscita di Zanetti, che quindi non è destinata ad avere alcun seguito.
Non solo. All'interno del Pd - anche tra i renziani di più stretta osservanza - cresce la voglia di utilizzare questo caso, e in particolare le parole di Zanetti a Repubblica ('tutto il governo vuole le dimissioni della Orlandi'), per arrivare all'uscita dall'esecutivo di un sottosegretario Zanetti, troppo spesso non in linea né con Palazzo Chigi né con Via XX Settembre. A questo punto, nelle stanze della politica romana, il tema non è quello delle dimissioni della Orlandi dal vertice dell'Agenzia delle Entrate ma semmai quello dell'addio di Zanetti al governo.