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Rinviato il Fondo di solidarietà per i risparmiatori

Ancora il governo ha rinviato il decreto che avrebbe dovuto istituire il Fondo di solidarietà per i risparmiatori coinvolti nelle perdite provocate dal cosiddetto “Decreto Salvabanche”.

Quindi ancora non è chiaro come funzionerà, e quando, il Fondo di solidarietà previsto in 100 milioni di euro per i possessori delle obbligazioni subordinate di Banca Marche, Banca Etruria, CariFerrara e CariChieti.

Il governo aveva ipotizzato di regolare i collegi arbitrali e il funzionamento del Fondo con un apposito decreto legge, ma pare che sia tornato sullo schema originale: un decreto ministeriale per definire i criteri d’accesso, uno del Presidente del Consiglio sugli arbitrati. In realtà si tratterà comunque di un intervento parziale, visto che i danni rilevati per questi obbligazionisti raggiungono almeno la cifra di 300-350 milioni di euro.

Infatti lo spirito della norma dovrebbe essere quello di risarcire solo i casi più eclatanti, mentre coloro che avevano acquistato i titoli con la competenza necessaria per questo tipo di investimento, non sarebbero rimborsati. A questi ultimi non resterà che adire al giudice ordinario per l’eventuale riconoscimento dell’intero danno subito.

In base alle anticipazioni, ci dovrebbero essere nove elementi di valutazione rilevanti e otto indici presuntivi che serviranno a orientare gli arbitrati in maniera omogenea. Sembrerebbe inoltre che sia prevista una differenziazione temporale rispetto alle operazioni poste in essere prima o dopo l'introduzione della MIFID (2 novembre 2007).

Un nodo fondamentale sarà la competenza degli arbitri, come fa giustamente presente l’associazione a tutela dei risparmiatori ADUC, che propone inoltre una soluzione più veloce e semplice da attuare: ripristinare il Fondo di Garanzia presso la Consob. “Da anni esisteva questo istituto preposto ad intervenire proprio in casi del genere e che prevedeva l'accesso a seguito di un arbitrato. Già nel 2007, in osservanza a quanto disposto dalla legge sul risparmio del 2005, era stato previsto che presso la Consob fosse istituito un particolare Fondo di Garanzia. Tale Fondo poteva essere chiamato ad indennizzare un risparmiatore che avesse vinto una causa oppure un arbitrato riguardo i servizi di investimento nei confronti di un intermediario e che non fosse stato da questi risarcito”.

Ribadisce l’ADUC: “si trattava esattamente della stessa procedura che il Governo intende attuare per le obbligazioni subordinate dei quattro istituti finiti in dissesto”.

Invece la legge di Stabilità 2016 ne ha previsto la cancellazione, dirottandone la diponibilità finanziaria ad un nuovo fondo per la tutela stragiudiziale dei risparmiatori e agli investitori. Sarebbe sufficiente, quindi, riattivare il Fondo di Garanzia presso la Consob per consentire l'indennizzo di tutti gli obbligazionisti delle quattro banche fallite che ne hanno il diritto, dopo che un arbitrato lo abbia accertato. “Il Fondo di Garanzia presso la Consob non era mai stato avviato perché la sua dotazione finanziaria era troppo scarsa. Veniva infatti alimentato dalla metà degli importi delle sanzioni annualmente comminate agli intermediari per le violazioni relative alla prestazione dei servizi di investimento alla clientela, in genere meno di un milione l'anno” conclude nel suo blog il dr. Pedone, rappresentante dell’associazione.