Sport

Al Bachmann lo sport si studia a distanza, dai banchi di scuola al remoto

Eduardo Cagnazzi

E' l'unica scuola italiana al servizio delle discipline sportive. La preside Doris Siega: "La didattica in streming non è una novità. Eravamo già attrezzati"

Mai come adesso il motto del Liceo Bachmann (l’unica scuola italiana statale completamente al servizio dello sport presso la quale si sono diplomati molti campioni di fama mondiale), “Scuola e sport allenano la vita”, è particolarmente adatto a questo singolare periodo in cui tutti gli studenti d’Italia sono passati dai banchi di scuola alle tastiere del computer.  Oltre all'importante lavoro scolastico, in cui tutti i docenti sono impegnati ogni giorno con video lezioni, in streaming o in differita, preparazione di materiale multimediale e assegnazione di compiti e verifiche, azioni atte ad  assicurare una efficace didattica a distanza, gli studenti-atleti del Bachmann sono perennemente in contatto con i loro allenatori/preparatori fisici. I ragazzi, sparsi in tutta Italia e in tutta Europa, rispondono coesi e concentrati  in ogni ambito e sono fortemente impegnati anche da un punto di vista atletico attraverso sessioni tecniche e ginniche tenute da allenatori e preparatori. Oltre a voler portare a termine gli obiettivi didattici dell’Istituto, lo staff vuole essere vicino agli alunni in questo momento di emergenza cercando di distogliere la loro attenzione dalle notizie scoraggianti, e a volte di dubbia veridicità, e nel contempo mantenere viva la motivazione e la vicinanza al mondo degli sport invernali. 

I docenti stanno spingendo gli alunni a riflettere maggiormente, specialmente su aspetti di studio la cui comprensione può aiutare anche a contestualizzare in modo più autentico la presente situazione, fornendo chiavi di lettura reali per il presente”, spiega la dirigente del liceo, Doris Siega. La didattica a distanza non è una novità per l’istituto: “Di fronte a questa nuova sfida abbiamo potuto disporre da subito di importanti strumenti e metodologie già da noi utilizzate nel corso degli anni. A rendere significativa l’attività a distanza non è solo il materiale fornito, quanto piuttosto l’interazione didattica -ma anche umana e motivazionale- esistente tra docenti e studenti”, spiega la preside.

Anche gli insegnanti si confrontano a vicenda  in continuazione, sempre in remoto, consci del fatto che il lavoro paga e che un atleta non si ferma mai, seppur con le difficoltà del momento in cui l’allenamento fisico può risultare estremamente difficoltoso da concretizzare.

I ragazzi stanno lavorando con i propri coach anche su tematiche riguardanti il mondo neve, in maniera da condividere, analizzare e approfondire le loro conoscenze inerenti: Tecnica dello sci; Storia dello sci; Preparazione materiali; Fisica applicata allo sci; Regolamenti; Curiosità su atleti.

Come? Attraverso video analisi tramite Skype o altre applicazioni; video analisi tramite descrizioni scritte trasmesse via e-mail;  domande inviate tramite posta elettronica inerenti riflessioni sulla stagione e curiosità tecniche; questionari a risposta multipla o aperta sulle tematiche descritte in precedenza.

Rimaniamo tutti attivamente in contatto, nella speranza di poter riprendere quanto prima la nostra normale attività”, conclude la dirigente. “La cosa più importante sarà rivedersi: dopo tante settimane trascorse lontano, guardandosi solo attraverso uno schermo e restando chiusi in casa, la vera emozione sarà potersi riabbracciare e superare la barriera di sicurezza che tanto a lungo ci ha divisi fisicamente, ma che ha consolidato, in definitiva, il nostro legame. Il valore di questa esperienza è stato comprendere quanto contiamo realmente gli uni per gli altri e quanto sarà importante proseguire assieme in un percorso di arricchimento formativo e personale biunivoco”.