Affari Europei
Migranti, poche adesioni all'accordo di Malta. Allarme sulla rotta balcanica

Il "preaccordo" trovato a Malta il 23 settembre scorso che prevede la redistribuzione su base volontaria dei richiedenti asilo ha ricevuto il sì di 3-4 paesi
MIGRANTI, SOLO ALTRI TRE PAESI ADERISCONO ALL'ACCORDO DI MALTA
Il "preaccordo" trovato a Malta il 23 settembre scorso che prevede la redistribuzione su base volontaria dei richiedenti asilo salvati nel Mediterraneo Centrale per ora ha ricevuto il "sì" di "tre-quattro Paesi", tra cui "Irlanda, Portogallo e Lussemburgo", che già avevano partecipato alle redistribuzioni dei migranti salvati in mare. L'Italia lavora per allargarlo "il più possibile" ad altri Stati membri dell'Ue. A dirlo è il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, lasciando lo European Convention Centre, a Lussemburgo, dove in ottobre si tengono le riunioni del Consiglio Ue. "Come ho detto più volte - afferma il ministro - questa era semplicemente una presentazione di un progetto che abbiamo messo a punto a Malta. Abbiamo trovato dei Paesi che immediatamente hanno dato la loro condivisione, perché, ogni volta che abbiamo avuto degli sbarchi, già immediatamente hanno dato disponibilità". "Altri Paesi, in via generale - continua Luciana Lamorgese - hanno espresso un parere positivo, però molto poi viene rimandato a delle riunioni tecniche, che ci saranno prossimamente, perché ci saranno aspetti che dovranno essere verificati. Certo è che è un percorso che si chiuderà non immediatamente, richiede degli approfondimenti. Siamo fiduciosi, vediamo" di coinvolgere "il più possibile di Stati".
MIGRANTI, LA FRANCIA PROVA AD AIUTARE L'ITALIA: "NON VA LASCIATA SOLA"
L'intesa di Malta sui migranti "è stata un primo passo, ma le discussioni continuano e noi andiamo avanti". Lo afferma Ste'phane Séjourné, capo della delegazione dei ventuno deputati di 'Renaissance', il partito di Emmanuel Macron al Parlamento europeo, in un'intervista al Corriere della Sera. La posizione francese, spiega, "è piuttosto semplice: c'e' bisogno in ogni caso di un nuovo accordo europeo sulle questioni migratorie. Se non riusciamo a farlo a 27 lo faremo nel quadro di una cooperazione rafforzata, consentita dalle norme europee, con l'Italia e con gli altri Paesi che ci stanno. Da parte francese non c'è alcuna marcia indietro rispetto a Malta". Séjourné è stato di recente in visita a Roma "proprio perche' pensiamo che la nuova coalizione al governo in Italia abbia bisogno di essere sostenuta in Europa e aiutata ad avere risultati concreti in particolare sull'immigrazione". E aggiunge: "oltre a un Dublino 2 dovremo fare un Lampedusa 1, nuovi accordi per gestire l'asilo, ma anche l'accoglienza di chi arriva sul territorio europeo".
MIGRANTI, ORA L'ITALIA E' IN ALLARME PER LA ROTTA BALCANICA
"La situazione sui confini italo-sloveni in Friuli Venezia Giulia si sta facendo sempre più preoccupante. Se il Governo non interviene immediatamente e con decisione, riprendendo quell'efficace attività di controllo e prevenzione precedentemente sperimentata con successo, molto probabilmente in poco tempo supereremo i già pesantissimi numeri di due anni fa, quando dalla frontiera con la Slovenia entravano quotidianamente in regione decine e decine di clandestini". E' l'ennesimo appello che il governatore Massimiliano Fedriga rivolge all'Esecutivo nazionale affinche' assuma provvedimenti immediati quanto concreti rispetto al dilagare di ingressi non autorizzati dalla Slovenia, soprattutto nell'area del Carso triestino, gli ultimi proprio ieri con almeno un'ottantina di irregolari segnalati tra le località di Fernetti e Basovizza. "Servono ulteriori uomini e mezzi - incalza Fedriga - ed è necessario dotare quanto prima le Forze dell'Ordine della tecnologia esistente per scovare le presenze di esseri umani in territori impervi anche di notte. Il Governo deve agire subito affinché Trieste non diventi la Lampedusa del Nord Italia, una sorta di spugna colabrodo che tanto assorbe e nulla respinge".