Coronavirus

Governo, la decisione sulla terza dose. Si parte da ottobre con i più fragili

In Israele campagna già partita, somministrate agli ultra 60enni già mezzo milione di dosi extra

Governo, decisione sulla terza dose. Si parte da ottobre con i più fragili

L'emergenza Coronavirus in Italia continua a causa della diffusione su tutto il territorio della variante delta. I contagi sono tornati ad aumentare e gli ospedali tornano a riempirsi. La campagna vaccinale, complici le vacanze estive, procede a rilento. Ma il governo valuta già una prossima mossa in vista di ottobre: la terza dose di vaccino per i più fragili. In Israele - si legge sulla Stampa - sono già mezzo milione le terze dosi di vaccino somministrate fino a questo momento agli over 60. L’Italia però segue con attenzione il laboratorio israeliano e il fatto che la variante Delta, seppur di rado, sia riuscita a rompere la barriera vaccinale, ha spinto gli esperti italiani a consigliare al nostro governo di ritardare ancora un po’ il piano «booster», come in gergo tecnico si chiama la terza dose. Questo per avviare l’operazione con armi più affilate: quelle dei vaccini Pfizer e Moderna aggiornati in versione anti ex indiana.

Lo ha confermato lo stesso ministro Speranza: "Siamo pronti, abbiamo acquistato dosi a sufficienza per fare la terza dose e le prime indicazioni ci lasciano presupporre che si partirà dai più fragili". In realtà - prosegue la Stampa - il piano c’è già e si snoda in tre tappe. A ottobre, al massimo il mese successivo se sarà necessario attendere ancora per avere la versione aggiornata del vaccino, si inizierà da immunodepressi gravi, malati oncologici che hanno terminato da non più di sei mesi le terapie chemioterapiche, trapiantati e pazienti affetti da malattie autoimmuni gravi, come il lupus sistemico. Poi, a fine anno, prima delle vacanze natalizie, toccherà al personale sanitario, quello più esposto al rischio di contagio o di contagiare, magari perché lavora in raparti Covid o di terapia intensiva. La fase tre inizierà invece a gennaio e coinvolgerà la popolazione generale, partendo dalle categorie dei lavoratori più a rischio, come le forze dell’ordine, e dagli over 80.