Cronache
Biotestamento, la legge torna alla Camera. Tempi stretti

Dopo le vacanze di Pasqua, Montecitorio riapre domani i battenti con il disegno di legge sul testamento biologico
Dopo le vacanze di Pasqua, Montecitorio riapre domani i battenti con il disegno di legge sul testamento biologico. Un provvedimento che aspetta di vedere la luce da otto anni (dall'epoca della morte di Eluana Englaro) e che ha ricevuto un'accelerazione dopo il suicidio assistito di Dj Fabo, seguito a tre settimane di distanza da quello di Davide, l'ex barista 53enne malato di sclerosi multipla.
Lo scorso 5 aprile il testo sul biotestamento ha superato il banco di prova delle prime votazioni, grazie a un'inedita maggioranza composta da Partito democratico, Movimento cinque stelle, Mdp e Sinistra italiana. Restano ancora da votare il primo articolo del provvedimento e un centinaio di emendamenti, anche se i tempi per intervenire stanno per esaurirsi.
Che cosa prevede la legge. Il perno del ddl, frutto della faticosa sintesi di 16 progetti di legge, è la volontà del malato e la sua autodeterminazione riguardo alle cure. In pratica le "Dat", ovvero le "Disposizioni anticipate di trattamento" contenute nell'articolo 3, prevedono che chiunque, anche da sano o all'inizio della patologia, possa esprimere le proprie volontà in materia di cure mediche. Compresa la rinuncia alle pratiche di nutrizione e idratazione artificiali, considerate come un trattamento sanitario al pari di altri. Chi fa il biotestamento, inoltre, può indicare un fiduciario che lo rappresenti in caso di perdita di coscienza.
Chi è pro e chi è contro. Proprio la possibilità di sospendere la nutrizione artificiale è stato uno dei punti più contestati da alcune forze politiche, Lega Nord in testa, parte di Forza Italia e centristi cattolici (tutta Ap, tranne l'ex forzista Fabrizio Cicchitto, favorevole anche al suicidio assistito), che hanno parlato di "eutanasia mascherata" volta a far morire i pazienti di fame e di sete. L'emendamento sulla sospensione dell'alimentazione artificiale, però, alla fine è stato approvato nelle prime votazioni. Altro aspetto controverso è la vincolabilità dei medici al volere dei pazienti, vista come uno scarico di responsabilità da parte dei sanitari e un modo per evitare contenziosi.
A favore della legge sono il Pd, Mdp, Sinistra italiana e M5s che, come abbiamo visto, hanno già fatto fronte comune e presumibilmente continueranno a sostenere il testo fino alla fine.
Gli emendamenti già approvati. Già approvato anche l'emendamento a firma del verdiniano Ignazio Abrignani, secondo cui il paziente che rifiuta le cure ha diritto all'assistenza psicologica, che dovrà essere promossa dal medico come forma di sostegno in suo favore. Una larghissima maggioranza ha approvato anche, con 445 voti favorevoli e nessun voto contrario, un emendamento targato Movimento 5 Stelle relativo al consenso informato e alle modalità in cui deve essere espresso. L'emendamento, riformulato e con parere favorevole della relatrice di maggioranza Donata Lenzi (Pd), va a modificare il comma 4 dell'articolo 1. Il nuovo testo dell'articolo, così modificato, recita: "Il consenso informato, acquisito nei modi e con gli strumenti più consoni alle condizioni del paziente, è documentato in forma scritta o attraverso videoregistrazioni o, per la persona con disabilità, attraverso dispositivi che le consentano".
Il successivo periodo del comma 4 non è stato modificato, quindi resta identico e dispone che "il consenso informato, in qualunque forma espresso, è inserito "nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico".