Cronache

"Coronavirus, io prigioniera dell'app Immuni. Quarantena senza tampone"

Il caso di una 63enne di Bari alimenta i dubbi sulla tecnologia di contenimento del Covid

La app Immuni l'ha costretta alla quarantena, ma ora nessuno le fa il tampone. E' la storia di una cittadina di Bari di 63 anni, che ha scaricato come tanti altri italiani l'app per gestire la diffusione del Covid 19. "La mia colpa? Aver scaricato la app Immuni, aver avuto senso civico", dice lei a La Gazzetta del Mezzogiorno.

Ma che cosa è accaduto? La donna, dopo aver scaricato l'app ha ricevuto la notifica di aver avuto un presunto contatto con un soggetto positivo al coronavirus. A quel punto la Asl locale, come prassi, le ha imposto di stare chiusa in casa in quarantena per 15 giorni. 

"Sono stata un paio d’ore al mare osservando il distanziamento interpersonale" racconta la donna al quotidiano pugliese. "In serata io e mio marito siamo andati a cena con parenti, sempre osservando le norme di sicurezza, a partire dall’uso delle mascherine nei casi previsti. Domenica mattina sono stata un’oretta al mare, in un punto di litorale non affollato, in compagnia di mia cugina, prima di lasciare la villa e rientrare a casa in città per il pranzo".

Domenica pomeriggio l’applicazione le invia un segnale di allerta, con un codice da comunicare al medico di base, che il giorno seguente avvisa la Asl. E martedì pomeriggio, attraverso una mail e una telefonata del Dipartimento di prevenzione, scatta la quarantena per 15 giorni. La signora chiede di poter provare la sua negatività con il test sierologico o con un tampone e la risposta è sempre no. Ma come fa a essere sicura di non essere stata contagiata? "È impossibile. Anche se sto benissimo, andrò a fare il tampone privatamente, visto che il servizio sanitario pubblico me lo nega. Eppure dalla Regione sento ripetere che la gestione dell’emergenza è stata ed è fantastica. Che i casi di contagio sono a zero, che la app Immuni non ne ha segnalato nessuno. E il mio caso allora?".