Cronache
Coronavirus, Lamorgese denuncia il sindaco di Messina De Luca per vilipendio

Coronavirus, Lamorgese denuncia De Luca per vilipendio. Il sindaco di Messina: "Vado avanti, mi difenderò nelle sedi opportune"
Coronavirus, Lamorgese denuncia il sindaco di Messina De Luca per vilipendio
Il sindaco di Messina critica duramente il Viminale, per la seconda volta, dopo aver provato a fermare (invano) l'ingresso in Sicilia di persone che erano passate dai controlli delle forze dell'ordine dalle città di partenza, la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese non perde tempo e lo denuncia per "vilipendio della Repubblica". La decisione è stata assunta "dopo le parole gravemente offensive e lesive dell'immagine per l'intera istituzione, pronunciate pubblicamente, con toni minacciosi e volgari - spiega il Viminale -. Proprio in una fase emergenziale in cui dovrebbe prevalere il senso di solidarietà e lo spirito di leale collaborazione, le insistenti espressioni di offesa e di disprezzo ripetute per giorni davanti ai media da parte del primo cittadino di Messina all'indirizzo del ministero dell'Interno appaiono inaccettabili e censurabili sotto il profilo penale per il rispetto che è dovuto a tutti i cittadini e a maggior ragione da chi riveste una funzione pubblica anche indossando la fascia tricolore - alle istituzioni repubblicane e ai suoi rappresentanti".
Ora serve l'autorizzazione di Bonafede
La Procura di Messina iscriverà dunque nel registro degli indagati il sindaco per il reato di vilipendio, punito con la multa da 1000 a 5000 euro. Per questo genere di reati, perché si possa poi esercitare l'azione penale attraverso la richiesta di rinvio a giudizio o di emissione di decreto penale di condanna, è necessaria l'autorizzazione del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. Alcuni giorni fa De Luca aveva raggiunto il porto della città per provare a fermare l'ingresso in Sicilia di diverse persone, malgrado queste risultassero in regola per il ministero dell'Interno, e aveva puntato il dito contro il Viminale: "Non faccio passare più nessuno nel mio Comune. Schiererò il mio esercito per far rispettare la mia ordinanza. Non mi faccio pisciare addosso da Roma", alcune delle frasi di De Luca. Poi altri commenti, stavolta dalla stazione di Messina: il "vaffanculo Viminale" però ha raggiunto il limite per la Lamorgese, ed è costata la denuncia al sindaco.
La replica di De Luca
"Lo Stato vuole la testa del sindaco De Luca. Sono stato denunciato per aver scoperchiato le vergogne di Stato", ha scritto il sindaco di Messina su Facebook. Il primo cittadino ha poi pubblicato anche un videomessaggio: "Io la denuncia me la prendo perché mi darà modo di difendermi nelle sedi opportune - dice in video il primo cittadino sicialino -. Voi avete deciso di far passare dallo Stretto mezzi senza le prescritte autorizzazioni e controlli. Le prove ci sono. Se la denuncia è un avvertimento per il sottoscritto ne prendo atto ma vado avanti. Non è pensabile che chi sta sopra di noi possa dileggiare i Comuni e i sindaci". De Luca arriva poi ad accusare la Lamorgese di aver "dichiarato il falso in un comunicato del 23 marzo sera in cui si diceva che il trasporto sullo stretto di Messina era in regola".