Cronache

Google, centinaia di dipendenti in piazza contro molestie sessuali. VIDEO

Google, buonuscita milionaria ai manager molestatori. Dipendenti in piazza in tutto il mondo: #GoogleWalkout

Protesta oggi dei dipendenti di Google in tutto il mondo, non soltanto donne, contro i casi di molestie sessuali accaduti all'interno dell'azienda. Casi che sono stati denunciati ma i cui autori, secondo le accuse, non sarebbero stati sufficientemente puniti dal gigante del web che anzi in alcuni casi avrebbe offerto loro favolose buonuscite per abbandonare l'azienda.

In centinaia sono scesi in piazza nelle diverse citta', tra cui Londra, Tokyo, Singapore, Berlino e Zurigo e Haifa. Dal canto suo, la scorsa settimana Google ha dichiarato di aver licenziato 48 impiegati negli ultimi due anni - tra cui 13 alti dirigenti - a seguito di tali accuse, annunciando "una linea sempre piu' dura" su comportamenti inappropriati. Lo scandalo e' emerso dopo le rivelazioni del New York Times il quale aveva raccontato che un dipendente di Google senior, il creatore di Android Andy Rubin, ha ricevuto una buonuscita del valore di 90 milioni di dollari mentre si trovava sotto accusa per cattiva condotta e molestie sessuali. Un portavoce di Rubin aveva poi respinto le accuse, dicendo che Rubin ha lasciato invece Google di sua iniziativa. 

I lavoratori vogliono sostenere chiunque, in qualsiasi posto di lavoro, abbia subito molestie e chiedono garanzie sul fatto che i perpetratori di tali molestie non siano protetti o premiati. L'amministratore delegato di Google, Sundar Pichai, ha inviato un messaggio ai dipendenti martedi' scorso, nel quale si e' detto "profondamente dispiaciuto per le azioni passate e il dolore che hanno causato ai dipendenti" e specificando che nessuna delle persone che si e' dimessa o che e' stata licenziata a causa di molestie sessuali negli ultimi due anni ha ricevuto "una buonuscita".

"Siamo seriamente intenzionati a garantire un ambiente di lavoro sicuro e inclusivo", ha detto Pichai nell'e-mail inviata la scorsa settimana.   Le preoccupazioni di Google si sono aggiunte al coro crescente di voci che denunciano l'esistenza di una cultura sessista nella Silicon Valley dominata dagli uomini.