Cronache
La Lombardi "virago" mette all'angolo l'automobilista screanzato
Una lite al volante che degenera in sessismo e body shaming. Ma l'automobilista cafone non aveva fatto i conti con la favella della Lombardi
Roberta Lombardi, neoassessore alla Transizione ecologica della Regione Lazio, ha incontrato un automobilista decisamente maleducato. Ma da vera "virago" l'ha messo a cuccia, raccontando poi la vicenda sulla sua pagina Facebook.
"Quartiere Nuovo Salario di Roma, sono le ore 13 circa, quindi un orario di punta per l’uscita delle scuole e, per alcuni, da lavoro. - scrive la Lombardi - Sono alla guida della mia auto quando vedo sfrecciare contromano verso di me un’altra macchina che riesco a schivare con una brusca manovra accompagnata da un istintivo moto di protesta. Ma l’altro automobilista – un uomo che aveva più o meno la mia stessa età - nononostante avesse torto marcio, ha ben pensato di tornare indietro e raggiungermi apposta per farsi valere (di cosa ancora stento a capirlo)".
Una comune scena di maleducazione al volante. Che prosegue così: "Abbassa il finestrino e mi rivolge un minaccioso: 'Che hai detto?!'. Seraficamente, gli rispondo: 'Eri contromano!'. Non basta l’evidenza a farlo desistere e comincia ad insultarmi. Inizia così un crescendo di stereotipi sessisti misto a becero bullismo: 'Stai zitta! Vai a fare la spesa!' - continua Lombardi - (in effetti l’avevo appena fatta, dopo aver finito di lavorare in Commissione Agricoltura e Ambiente, ma non vedo perché dovesse essere oggetto di insulto, come se io gli dicessi: 'Ma vatti a titillare con la Var?!”). Rincara la dose: 'Ma va... va.. Vai a cucinare!”'. Degenera nel bodyshaming: 'Ma va’... che pesi 80 chili!'". Ma il cafone non ha fatto i conti con l'implacabile favella della Lombardi, che replica pronta: 'Sì ma so 80 chili de’ cervello, che tu te li sogni!' Silenzio. Bofonchia qualcosa più di onomatopeico che di senso compiuto. Riparte verso il suo nulla. Con sgommata, però eh!". La morale della storia? Eccola, sempre con le parole dell'assessore M5S: "Sono rimasta molto dispiaciuta di prendere atto che in giro ci sono ancora uomini così stupidi, i quali, appena s’imbattono in una donna che osa semplicemente ribattere (tra l’altro pur avendo ragione per una evidente violazione del codice stradale), cercano di ridimensionarla a suon di insulti e costringendola in modelli precostituiti, come ad esempio la cura della dimensione domestica. E’ bastata una mia semplice – e legittima - rimostranza per innescare nell’altro la sagra dei luoghi comuni seguita da un tripudio di offese, che probabilmente su una bambina o una ragazzina adolescente avrebbero avuto una presa con conseguenze diverse, che sempre più spesso ci raccontano le cronache riguardo ad esempio ai casi di bullismo". E dunque, conclude la Lombardi, "il mio appello è rivolto a tutti gli uomini intelligenti, affinché aiutino quelli stupidi ad emanciparsi al più presto da questo atteggiamento maschilista stereotipato che, credetemi, è più degradante per chi lo compie che per chi lo riceve". Non ci piove. Ma chissà se, a seguito di questo racconto, qualche pierino chioserà che la Lombardi starebbe meglio nelle vesti di educatrice civica nella chiassose strade della Capitale che non in quelle di assessore in giunta regionale.