Culture
Il libro-inchiesta/ Luci e ombre sotto le 5 stelle

Febbraio 2013: il Movimento 5 Stelle, in poco più di tre anni dalla sua nascita, diventa il partito più votato alla Camera e il secondo al Senato (senza tenere conto dei voti all’estero). Un autentico tsunami che ha travolto anche le più ottimistiche previsioni. Ma come nasce il fenomeno Grillo? Come è riuscito in così poco tempo a conquistare tanti italiani? Attraverso le testimonianze dei protagonisti e la consultazione di documenti mai pubblicati, "Beppe Grillo parlante" (firmato dal giornalista Francesco Oggiano, già collaboratore di Affaritaliani.it e ora di VanityFair.it) racconta retroscena finora rimasti in ombra: dalle prime avventure imprenditoriali di Gianroberto Casaleggio attraverso i racconti dei suoi dipendenti al rapporto di Grillo con la stampa, a partire dalla tormentata liaison con il Fatto Quotidiano.
Dai primi dissensi intestini fino alle espulsioni, da quelle più gridate a quelle meno conosciute ma altrettanto significative. Tutti i paradossi della formazione politica che ha dato la scossa all’Italia: da una parte i meriti indiscutibili di un gruppo agguerrito di «puri» che si propongono di ripristinare la buona politica; dall’altra le inevitabili storture tipiche della vecchia partitocrazia. E poi i particolari inediti: il vero motivo per cui le firme del Referendum del V2-Day vennero bocciate; il contenuto della chat tra attivisti delusi che fece imbestialire Grillo e Casaleggio; le modalità con cui venne bloccata la nomina di Valentino Tavolazzi a direttore generale di Parma; il colloquio telefonico tra Giovanni Favia e il «guru» avvenuto mezz’ora prima che venisse trasmesso il celebre fuorionda; la corsa per il treno con destinazione Roma. Un libro che, dopo il trionfo elettorale, racconta luci e ombre del partito-non partito. In appendice, l’alfabeto del Movimento 5 Stelle: dalla A alla Z, tutte le parole del movimento.
LEGGI SU AFFARITALIANI.IT TRE ESTRATTI DEDICATI A CASALEGGIO
IL CARATTERE
Per quanto abbia caratteristiche da «orso» e sembri poco socievole, specie coi giornalisti, Casaleggio ha un indubbio carisma. È capace di spaziare dalla fisica quantistica al business della Ryanair, dalla fenomenologia di Calimero all’ultimo esperimento condotto al Mit. Convinto di quello che dice, procede nella conversazione a ritmo costante, mangiandosi un po’ le parole e non levandoti gli occhi di dosso per tutto il tempo, se non per abbassarli per guardarsi la mano che dà la cadenza al discorso. Nessuna concessione a battute, non ce n’è bisogno. Ascolta la domanda (o l’obiezione), tira un sospiro e poi risponde. È presuntuoso, forse lo sa anche lui. Ma di quella superbia troppo elegante per istigare repliche. Che preferisce ignorare qualsiasi pensiero opposto, piuttosto che confutarlo. Lui è il professore, se qualcuno ha obiezioni, mandi una e-mail e sarà cestinato. Il profilo è perfetto per andare d’accordo con Grillo. Il comico trova per la prima volta uno che dice le cose in modo convinto quanto lui. La chimica tra i due è perfetta: entrambi sicuri di sé, sufficientemente egocentrici, entrambi dotati di una tensione demagogica, entrambi interessati alla società civile e ai mutamenti del mondo, risultano complementari nell’atteggiamento (esuberante uno, discreto l’altro) e nelle competenze (di linguaggio uno, di tecnica l’altro).
L'ESPERIENZA ALLA WEBEGG
Già alla Webegg (società che ha gestito dal '99 al 2003) Casaleggio tenta di applicare la filosofia tanto cara ad Adriano Olivetti dell’azienda basata sul valore dell’uomo. Porta a Milano l’organizzazione aziendale che sta iniziando a diffondersi nelle aziende della Silicon Valley americana. «I colloqui venivano condotti da alcuni psicologi ed erano incentrati sulla psicologia e sulla motivazione dei candidati» racconta un ex dipendente. «Io stesso avevo fatto la tesi un mese prima e non avevo alcuna esperienza nel campo. Ma loro preferivano avere un giovane inesperto con la mente aperta, piuttosto che un vecchio esperto meno duttile.» La dinamica relazionale tra gli oltre 300 dipendenti dell’azienda deve essere circolare e reticolare: in altre parole, anche l’azienda deve farsi Rete.
IL TORNEO DI CALCETTO
E' molto apprezzato dai sottoposti. Anche se già da adesso si intravedono quei caratteri autoritari che la base del Movimento 5 Stelle continuerà a rimproverargli [...] C’è un racconto che gira tra i dipendenti della Webegg. Non è mai stato verificato, è più una leggenda velenosa, di quelle che i lavoratori costruiscono attorno ai capi anche se gli vogliono bene. Ce la racconta un ex dipendente che vuole rimanere anonimo: «Logica, la multinazionale inglese associata con la Finsiel, promuoveva ogni anno un torneo di calcetto tra i dipendenti delle sue consociate in giro per il mondo. Casaleggio organizzava gli allenamenti a Milano, ovviamente a spese dell’azienda. Quando si svolgeva il torneo, ogni anno in una città di una nazione diversa, i componenti salivano a bordo di un charter con tutte le loro famiglie. Nel 2001 se ricordo bene, dopo lo scioglimento della Logicasiel, venne invitata lo stesso la neonata Webegg. Lui ci teneva tantissimo a vincere quel campionato e a far bella figura davanti alle aziende straniere. Così si dice che arruolò un paio di persone esterne... Giocatori semi-professionisti, che militavano nelle giovanili del Torino. Andarono a Manchester col badge della Webegg. E vinsero a mani basse»