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Robbie Williams: "Sono stato rapito dagli alieni". Il nuovo racconto...
























Robbie Williams rivela che nel 2006 si è preso un anno sabbatico per esplorare il mondo degli Ufo. Insieme al giornalista Jon Ronson ha percorso il deserto del Nevada per incontrare alcuni addotti e ascoltare le loro esperienze. Lui stesso, secondo quanto riporta il Daily Mail, avrebbe visto degli oggetti volanti non identificati e avrebbe passato del tempo con degli extraterrestri. Non solo. Williams è quasi ossessionato dalla ricerca degli alieni. Si è fatto costruire una specie di osservatorio Ufo personale e quando il Governo britannico ha ufficialmente rinunciato alle indagini in materia pare che abbia avuto quasi una crisi di nervi.
IL CASO PRECEDENTE: BARON DAVIS

Baron Davis sconvolge gli Usa. Il play ex Knicks ha raccontato al programma radiofonico "The Champs" di essere stato rapito dagli alieni due settimane fa. Il giocatore è stato serio nel raccontare la vicenda, affermando che il tutto è avvenuto quando di notte viaggiava da Las Vegas a Los Angeles. Ovviamente ha già pronto un libro per raccontare del suo incontro diretto con gli extra-terresti.
RAPIMENTI ALIENI
Di Angelo Carannante, ufologo e Presidente C.UFO.M. (Centro Ufologico Mediterraneo)
. Paradossalmente, più che la straordinarietà di quanto afferma, colpisce che le dichiarazioni provengano da un uomo politico che,in quanto tale, si presume persona pragmatica e poco incline alle fantasticherie, a meno che non sia impazzito. Nessuno mai ha filmato un rapimento alieni o in ogni caso ha potuto dimostrare un tale fatto.
A differenza degli avvistamenti ufo che si contano a migliaia ogni anno, i rapimenti alieni o abduction sono difficilmente verificabili se non impossibili a provarsi. Gli ovni, o oggetti volanti non identificati, li vedi in cielo, li filmi, li fotografi e spesso vi è una miriade di testimoni presenti all’evento fino ad arrivare agli avvistamenti di massa come ad esempio quello straordinario di Los Angeles del 1942. Niente di tutto questo nei rapimenti alieni. Insomma gli avvistamenti sono “più scientifici” o, per dirla in termini ufologici, si presentano “dadi e bulloni” e come tali sono fenomeni materiali, da indagare, misurare, approfondire e con una casistica tangibile. Il dato ancor più sconcertante è che, in rapporto agli oramai milioni di avvistamenti ufo, gli avvistamenti di alieni in “carne ed ossa” quasi non esistono, e pure quelli che sono stati filmati sono a dir poco dubbi. Intendiamoci, non che contino solo le immagini che tuttavia sono un ottimo punto di partenza pur nell’odierna era digitale.
Mi risulta che non esistono avvistamenti di massa di alieni, e questo dato la dice lunga. A ben vedere questa riflessione mette in dubbio la paternità degli ovni: siamo sicuri che in definitiva siano pilotati da esseri intelligenti? Oppure abbiamo preso tutti un grande abbaglio? Insomma, ragionando da un punto di vista dell’attribuibilità degli ufo ad intelligenze extraterrestri, rileva il problema delle prove o meglio degli indizi, perché in definitiva tutta l’ufologia è pervasa dalla costante indiziaria. Simon Parkes, per dirla in termini giuridici, dice ma non prova. Tutti, una mattina, possono alzarsi e dire: “Stanotte sono stato rapito dagli alieni”.
Bene: e le prove? Al C.UFO.M., Centro Ufologico Mediterraneo, diverse volte siamo stati contattati da persone che sostenevano senza mezzi termini di essere state rapite dagli extraterrestri. Tuttavia, sistematicamente, abbiamo riscontrato la mancanza assoluta di elementi tangibili, tanto è vero che, regolarmente, questi presunti addotti affermano che vedono “solo essi” i loro rapitori di un altro mondo. Con questo, non voglio negare il fenomeno, che invece meriterebbe maggiore attenzione da parte della scienza accademica che liquida tutto come roba da psicologi o peggio ancora da psichiatri. Il metronotte Zanfretta ebbe un’esperienza del genere con episodi davvero inspiegabili razionalmente, come un’impronta gigantesca sul terreno,la corrente elettrica che venne a mancare proprio in occasione del suo primo incontro “con gli alieni”.
E di questi, ma anche di altri episodi, esistono addirittura dei rapporti ufficiali delle autorità. Si potrebbero enumerare altri casi. Microchip inseriti nel corpo umano o in posti inaccessibili della testa, addirittura come sistema di controllo da parte degli extraterrestri. Mappe di sistemi stellari disegnate da uno dei famosi coniugi Hill e da cui nacque il mito di Zeta Reticuli in ambito ufologico. Inoltre, vi sono delle innegabili costanti che si ripetono regolarmente nei racconti dei rapiti anche di persone completamente a digiuno di ufologia ed in diversi luoghi del mondo, e quindi senza alcun retaggio culturale o condizionamenti mentali di sorta.
Tornando alla nostra storia odierna, mi piacerebbe sapere come fa il sig. Simon Parkes a ricordare degli incontri con gli alieni avuti nel grembo materno prima di nascere e poi nei primi sei mesi di vita. Ipnosi regressiva? Sappiamo che non sempre è affidabile. Mettiamoci infine, in questo quadro, il fenomeno dell’ “archeologia aliena”, con ritrovamenti di strani reperti come lo “Starchild”, per comprendere che, probabilmente, c’è una grande verità che sfugge all’umanità tutta, e che la scienza ufficiale preferisce evitare e negare in ogni caso. Troppo comodo, o meglio troppo scomodo.