Economia
Affare Eni, Amara e l'incontro con D'Alema. "Parlava di interesse nazionale"




L'avvocato: "Mi diceva di 130 mln da dare alla Blue Power di Nettis". Azienda dell'ex partner nella società di vini di famiglia. L'ex premier: "Mai visto"
D'Alema e i soldi di Eni all'ex socio dell'azienda vinicola di famiglia
Continua a tenere banco il nuovo "caso D'Alema", rilanciato da un'inchiesta di "Domani" sui presunti 35 milioni di euro girati dall'Eni alla Blue Power di Francesco Nettis, imprenditore ed ex socio della società di vini della famiglia di Massimo D'Alema. L'inchiesta è partita da alcuni atti giudiziari, intercettazioni e interrogatori di alcune persone coinvolte. Rispunta anche l'avvocato Piero Amara, quello che svelò l'esistenza di una Loggia massonica denominata Ungheria. Amara in un interrogatorio, in seguito al suo arresto, parla di un incontro avuto proprio con D'Alema in merito ad un contenzioso da risolvere tra Eni e Blue Power.
"Fui avvicinato nel 2017 - dice Amara e lo riporta il Domani - da un lobbista romano che già conoscevo e non pensavo potesse avere relazioni di grande importanza, tale Alessandro Casali. Fu lui a riferirmi dell'arbitrato tra Eni e Blue Power per un contenzioso. Mi chiese di incontrare D'Alema che era interessato all'affare. Informai Granata (Claudio, capo affari istituzionali Eni e braccio destro dell'ad Descalzi ndr), che mi diede il via libera. D'Alema lo vidi alla fondazione italianieuropei e mi fece il seguente discorso. Mi disse che a lui la questione Eni non importava direttamente e che nell'interesse nazionale era opportuno assecondare la richiesta di Nettis. Riconoscergli il 20/30% di quanto richiesto, intorno ai 130 mln. La conversazione ebbe dei toni surreali". L'ex premier D'Alema smentisce tutto: "Non ho mai avuto rapporti con l'avvocato Amara".