Economia
D'Alema e le armi, il suo braccio destro a processo per "metodi mafiosi"




Giancarlo Mazzotta tentò di corrompere dei poliziotti. La vicenda colombiana arriva in Senato, udienza in Commissione Difesa
D'Alema e le armi colombiane, udienza in commissione Difesa al Senato
Si allarga a macchia d'olio la vicenda del tentativo di vendita delle armi da guerra alla Colombia, che ha visto il coinvolgimento anche di Massimo D'Alema. La Commissione Difesa del Senato, infatti, - si legge sulla Verità - ha deciso di vederci chiaro e ha fissato un'udienza in cui saranno chiamate a rispondere le varie persone coinvolte. Tra gli altri, verranno chiamati a dare la loro versione dei fatti anche l'ad di Leonardo Alessandro Profumo e quello di Fincantieri Giuseppe Bono, ma potrebbe essere chiamato a deporre anche un altro dei protagonisti di questa trattativa.
Si tratta - prosegue la Verità - di Giancarlo Mazzotta, considerato il braccio destro dell'ex premier in questa vicenda. Sarebbe stato lui, infatti, a portare nell'ottobre scorso due broker nella sede della fondazione Italianieuropei presieduta da D'Alema e poi sarebbe stato sempre lo stesso Mazzotta ad andare dal sottosegretario Mulè per capire se nella trattativa con i colombiani si potesse inserire anche D'Alema. Mazzotta è a processo per estorsione aggravata dal metodo mafioso, reati fiscali e per il tentativo di corruzione di due poliziotti provinciali. Vicenda slegata dalla questione armi Colombia, ma relativa al recente passato da sindaco di un paesino pugliese di Mazzotta.