Economia
Dombrovskis: "Dazi Trump? Il Pil mondiale crollerà del 7%. Bisogna intervenire"
Il commissario Ue agli Affari economici: non possiamo più contare sugli Stati Uniti
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Valdis Dombrovskis e Ursula von der Leyen
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Dombrovskis mette in guardia l'Europa: "Ormai degli Stati Uniti..."
La guerra dei dazi tra Stati Uniti ed Europa è ormai cominciata, Trump ha deciso di tirare dritto anche se non ha ancora specificato quali settori in particolare intenda colpire, accennando solo all'auto e restando vago sul resto. Ma la certezza è che saranno imposte tasse del 25% e su questo l'Ue ora deve fare i conti. "Prendiamo atto e ci dispiace delle sue dichiarazioni sull’intenzione di introdurre dazi contro l’Unione europea. Noi - dice Valdis Dombrovskis, commissario Ue agli Affari economici, a La Repubblica - li consideriamo ingiustificati. Sarà un problema per la crescita economica sia in Europa sia negli Stati Uniti. E anche altri Paesi. C’è il rischio che si verifichi una frammentazione economica globale. Ci sono stime del Fmi secondo cui a medio termine il Pil globale scenderà del 7%. È come perdere il Pil complessivo della Germania e della Francia. L’impatto negativo è evidente".
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"Questo - prosegue Dombrovskis a La Repubblica - è uno scenario che vogliamo scongiurare. Continueremo a impegnarci con gli Stati Uniti con un approccio positivo. Ma siamo pronti a reagire in modo fermo e proporzionato con dei contro-dazi quando sarà necessario. Difenderemo le nostre aziende, i nostri lavoratori e i consumatori. Non possiamo più dare per scontato l’impegno americano. Dobbiamo rafforzare la nostra capacità di difesa aumentando le spese del settore. La maggior parte dei Paesi europei sa che bisogna farlo. Daremo una maggiore flessibilità fiscale e stiamo studiando cosa si può fare all’interno del Bilancio".
"Per i paesi con debito e deficit alti - continua il commissario Dombrovskis - valuteremo la loro situazione in relazione alla flessibilità del Patto e alla loro capacità di sostenere il debito. Il 2 per cento è un target Nato. Ma è chiaro che in generale avremo bisogno di spendere per l’Ue sostanzialmente più dell’attuale obiettivo del 2% perché le situazioni geopolitiche e quella complessiva della sicurezza sono completamente diverse. Ci sono Paesi aggressivi che ci stanno apertamente minacciando. Non è più come dopo la Guerra Fredda quando potevamo risparmiare sulla Difesa".